Leone XIV: la fede non è abitudine o "sentito dire" ma risposta personale a Dio

All’Angelus in Piazza San Pietro, il Papa esorta a non chiudersi in convinzioni e sicurezze religiose. La chiamata di Gesù, infatti, “non ci è data una volta per tutte”, ma deve essere rinnovata e approfondita perché si rimanga coerenti con quanto è professato, “vincendo la tentazione di sapere già tutto”

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

La trasmissione della fede è necessaria, spesso guidata da intenzioni propositive. Ma il “sentito dire” non è sufficiente. Circoscrive la risposta personale che ciascuno è chiamato a dare a Gesù, che non è fornita “una volta per tutte”, ma viene reiterata ed esplorata per non cadere in una professione abitudinaria o viva solo nell’illusione “di sapere già tutto”. È questo il cuore della catechesi che Papa Leone XIV offre questa mattina, 23 agosto, guidando la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro.

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I fedeli in Piazza San Pietro per l'Angelus
I fedeli in Piazza San Pietro per l'Angelus   (@Vatican Media)

Rinnovare le scelte della vita

“Chi è davvero Gesù per me?”, è la domanda che il Vangelo di questa domenica pone in rilievo. Interrogativo già decisivo per le prime esperienze di discepolato e posto proprio da Cristo, senza dare nessuna risposta per scontata, ai dodici apostoli: “Ma voi, chi dite che io sia?”

Fratelli e sorelle, questo è un passaggio fondamentale per i discepoli di ogni tempo, per ciascuno di noi. La fede, infatti, non ci è data una volta per tutte; al contrario, abbiamo sempre bisogno di riscoprire il volto di Cristo e il suo Vangelo, di approfondire il suo messaggio e rinnovare le scelte della nostra vita, perché siano coerenti con quanto professiamo, vincendo la tentazione di sapere già tutto e di fare della fede un’abitudine.

Gesù, personaggio storico o il Cristo di Dio?

L’interrogativo posto da Gesù si interfaccia, nella vita del credente, specialmente attraverso la preghiera e meditazione del Vangelo. Ma si incarna anche chinandosi sui bisognosi, lavorando per la costruzione di una rete di relazioni, e nei contesti che più interpellano la propria coscienza.

Nel campo della nostra vita, insomma, possiamo verificare se per noi il Signore Gesù è soltanto un grande personaggio della storia che ha detto e fatto cose importanti, oppure il Cristo di Dio, Colui che è stato inviato per farci entrare nell’amore del Padre e trasformare la nostra vita e il mondo in cui viviamo.


Non accontentarsi

Leone XIV esorta quindi a non chiudersi in “convinzioni e sicurezze religiose”, per restare aperti alla relazione autentica con Cristo.

A volte sulla fede cristiana ci si accontenta del “sentito dire”, dei luoghi comuni, di ciò che ci è stato trasmesso magari anche con buone intenzioni; ma Gesù ci chiama a una risposta personale, a conoscerlo da vicino, a lasciarci scavare dall’amicizia con Lui, in un incontro sempre nuovo che può anche chiederci di percorrere strade inedite e di fare scelte diverse da quelle immaginate.

Percorrere nuove strade

Tali vie sono sia personali che comunitarie. Ma il loro tratto comune consiste nell’avanzare senza affidarsi esclusivamente al come si è fatto nel passato.

È importante, invece, chiederci spesso: chi è il Signore per me? Lo conosco davvero? Cosa mi chiede oggi il suo Vangelo? Quali passi e quali scelte dovrei compiere?

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23 agosto 2026, 12:10

L’Angelus è una preghiera recitata in ricordo del Mistero perenne dell’Incarnazione tre volte al giorno: alle 6 della mattina, a mezzogiorno e alla sera verso le 18, momento nel quale viene suonata la campana dell’Angelus. Il nome Angelus deriva dal primo versetto della preghiera – Angelus Domini nuntiavit Mariae – che consiste nella lettura breve di tre semplici testi che vertono sull’Incarnazione di Gesù Cristo e la recita di tre Ave Maria. Questa preghiera è recitata dal Papa a Piazza San Pietro a mezzogiorno la domenica e nelle Solennità. Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice tiene anche un breve discorso prendendo spunto dalle Letture del giorno. Seguono i saluti ai pellegrini.
Dalla Pasqua fino a Pentecoste, al posto dell’Angelus viene recitato il Regina Coeli, che è una preghiera in ricordo della Risurrezione di Gesù Cristo, al termine della quale viene recitato il Gloria per tre volte.

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