Premio “San Francesco e San Acutis”, per un’economia al servizio della fraternità
Daniele Piccini – Città del Vaticano
Da un lato valorizzare iniziative e progetti economici proposti da comunità che vivono nelle periferie dal mondo; dall’altro offrire l’esempio di un modello produttivo, basato sulla cooperazione, alternativo a quello dominante, che sfrutta persone e risorse del Creato. È il duplice obiettivo del Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia di fraternità”, promosso dalla Fondazione Santuario della Spogliazione della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino.
La sesta edizione del Premio – definita “speciale” dai promotori poiché nel 2026 coincide con il duplice anniversario degli ottocento anni dalla morte di san Francesco e dei 20 anni dalla salita al Cielo di san Carlo Acutis - è stata presentata questa mattina, martedì 3 febbraio, nella Sala Marconi di Palazzo Pio, a Roma.
Lievito di fraternità
“Oggi abbiamo bisogno di guardare il mondo con gli occhi di san Francesco e san Carlo Acutis”, ha detto durante la presentazione il cardinale Lazzaro You Heung-sik, prefetto del Dicastero per il Clero, che nel 2023 consegnò il Premio ad un villaggio del Ciad, in Africa, per un progetto su un laboratorio di panificazione intitolato “Betlemme, la casa del pane”. “In questo nostro tempo – ha proseguito il porporato - vediamo troppa discordia e ferite e un paradigma economico che sfrutta le risorse della terra. Dentro questa pasta noi vogliamo essere un piccolo lievito di fraternità e fonte di ispirazione per la santità - ha concluso - mostrando un nuovo modello di economia in questi tempi”.
Segno concreto di una nuova economia
Monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico della diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, che nel 2021 ha scritto un libro intitolato proprio “Francesco d’Assisi e l’economia della fraternità”, ha spiegato l’idea da cui il Premio è nato. “Mi venne nel 2013, quando Papa Francesco arrivò ad Assisi per visitare il Santuario della Spogliazione. Il Pontefice era molto triste perché c’era stata un’enorme strage di migranti. Così mi venne in mente di dare un segno concreto per una nuova economia, intitolandola a san Francesco d’Assisi e san Carlo Acutis, perché entrambi – ha concluso il presule - si sono messi nei panni dei poveri. Due modi diversi, ma uniti dall’amore dei fratelli”.
Cooperazione contro le regole del mercato
Padre Giulio Albanese, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali e Ufficio per la cooperazione missionaria tra le Chiese del Vicariato di Roma, guardando alla situazione internazionale attuale, ha rilanciato "l’idea della cooperazione”, soprattutto “in un mondo in cui dominano gli imperi, che impongono le loro regole, in cui prevale lo scoraggiamento nelle periferie esistenziali e che vede la crisi del multilateralismo”. È l’obiettivo di questa iniziativa che, ha concluso il membro della commissione valutativa, “offre un’ispirazione e un modello alternativi”.
Un riconoscimento che premia progetti negli angoli più nascosti del mondo e che, come ha spiegato Martina Giacomel, ufficiale del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, sezione Ricerca e riflessione, si basa sul criterio di “favorire soprattutto l’iniziativa di giovani sotto i 35 anni”.
Progetti che diventano occasioni di lavoro
“Questo premio non è assistenzialistico, ma generativo”, ha spiegato monsignor Anthony Figueiredo, coordinatore del riconoscimento. “Nel 2022 – ha proseguito - andò ad un progetto di bricchetti di carbone, fatti con ninfee secche e gusci di noci di cocco, proposto da una comunità di Manila, nelle Filippine, che oggi lavora grazie a questa idea. Nel 2025 il Premio andò in India e valorizzò l’iniziativa di una linea telefonica per ciechi e sordi”. Progetti che crescono nella partecipazione. “Quattro anni fa abbiamo ricevuto 30 candidature da 15 nazioni. Lo scorso anno abbiamo ricevuto 60 progetti da 50 nazioni, la maggior parte da Africa e Asia. Questo progetto è profetico e visionario – ha concluso il coordinatore del Premio internazionale - per raggiungere i posti più poveri e dimenticati”.
Il 16 maggio la premiazione ad Assisi
La scadenza per la presentazione dei progetti è il 28 febbraio 2026. Le candidature saranno valutate da una commissione di sei esperti. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 16 maggio ad Assisi, nel giorno della festa del Santuario della Spogliazione. Il progetto vincitore riceverà un riconoscimento economico di 50 mila euro e il “manto di Francesco”, realizzato dallo stilista Brunello Cucinelli, che ricorda il gesto dell’allora vescovo di Assisi, Guido, che coprì il Poverello quando si spogliò dei suoi abiti davanti al padre, Pietro Bernardone. In dono anche un’icona di san Francesco e san Carlo Acutis.
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