Vittorio Bachelet Vittorio Bachelet

Nel nome di Vittorio Bachelet, i giovani cattolici europei a scuola di pace

In occasione del centenario della nascita del presidente di Azione Cattolica ucciso dalle Brigate Rosse, prende il via la quinta edizione della Scuola europea di formazione alla politica della Federazione Universitaria Cattolica Italiana. Due le sedi scelte: Roma ed Assisi. Il ricordo del presidente Mattarella: “Nel dialogo ha sempre visto una preziosa fonte di arricchimento collettivo, nonché uno strumento essenziale per la tutela del bene comune”

Davide Dionisi – Città del Vaticano

“Chiedete pace per Gerusalemme. La violenza è la soluzione ai conflitti?”. È questo il tema della quinta sessione formativa della Scuola europea di formazione alla politica (Sefap), promossa dalla Federazione Universitaria Cattolica Italiana (Fuci), che ha aperto i battenti oggi a Roma e proseguirà fino al 22 febbraio prossimo in doppia sede: la stessa capitale e Assisi. Per la prima sessione formativa è stata scelta l’università “La Sapienza” di Roma, con la partecipazione della famiglia di Vittorio Bachelet, a cento anni dalla sua nascita, il 20 febbraio del 1926. Docente universitario, dirigente della Fuci, presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, e vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Bachelet fu assassinato dalle Brigate Rosse il 12 febbraio del 1980, nella facoltà di Scienze Politiche.

Il messaggio del Presidente Mattarella  

“Quello di Vittorio Bachelet è stato un metodo improntato sul confronto e sulla conciliazione, non facile da attuare negli anni in cui ha operato, contrassegnati da conflittualità e violenze. Ha interpretato i ruoli ricoperti nelle istituzioni e nell’associazionismo in linea con gli ideali di democrazia e pluralismo che lo hanno accompagnato nella sua vita”. Sottolinea in una nota il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario. “Nel dialogo Bachelet ha sempre visto una preziosa fonte di arricchimento collettivo, nonché uno strumento essenziale per la tutela del bene comune”.

Vittorio Bachelet e Paolo VI
Vittorio Bachelet e Paolo VI

La pace come bene da custodire

“Riflettere su cosa stia accadendo a livello mondiale in questi anni, senza accettare acriticamente la narrativa corrente che ci vuole in un clima di guerra imminente, è un obbligo morale che noi giovani cittadini europei cattolici sentiamo quanto mai urgente” spiegano Alessio Dimo e Lorenzo Tellez, entrambi delegati di Presidenza della Fuci. “Come ci ha ricordato il Pontefice nel suo discorso di inizio anno, la pace non è qualcosa da raggiungere ma da custodire e coltivare. In quanto europei, nati e cresciuti in un contesto di pace, siamo chiamati a fare della pace il principio di ogni nostra scelta e siamo chiamati a farlo insieme”. Per questo, evidenziano Dimo e Tellez, “abbiamo promosso un coinvolgimento sempre più ampio e plurale di studenti provenienti da altri paesi, certi che il confronto dei prossimi giorni arricchirà tutti i partecipanti”.

Alla scuola della Fuci

Nella ricorrenza verrà ricordata, tra l’altro, la preparazione culturale e spirituale di Bachelet nella Fuci dell’allora monsignore Giovanni Battista Montini, di don Emilio Guano e del vescovo Franco Costa, e, quindi, il trasferimento di quel patrimonio di idee e di intendimenti nella guida dell’Azione Cattolica Italiana che gli fu affidata da Paolo VI.

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20 febbraio 2026, 13:40