Cile, il timore della Chiesa per il possibile taglio alle sovvenzioni pubbliche
Vatican News
Le famiglie di migranti che vivono in Cile rischiano di vedere compromesso il loro accesso alla salute, all’istruzione e alla sicurezza sociale. È il timore espresso dalla Red Clamor Chile — una rete che raggruppa organizzazioni ecclesiali impegnate nel sostegno ai migranti e ai rifugiati in collaborazione con la Conferenza episcopale — in merito ad un disegno di legge che ha l’obiettivo dichiarato di limitare le sovvenzioni statali destinate ai migranti irregolari. Il testo, approvato questa mattina alla Camera e che nei prossimi giorni passerà al vaglio del Senato, prevede che agli immigrati entrati senza alcuna autorizzazione sul territorio nazionale non sia consentito ottenere alcun documento d’identità né accedere ad aiuti monetari e sussidi per l’alloggio.
Dichiarazione pubblica
Con una dichiarazione pubblica firmata dalla segretaria di Red Clamor Chile, suor Gabriella Herrera, e dal vescovo di San Marcos de Arica, monsignor Moisés Atisha Contreras, l’ organizzazione ecclesiale ha ribadito che queste restrizioni «contravvengono alla dignità umana e all’affermazione della famiglia come nucleo della società». A sostegno di questa presa di posizione è intervenuto anche il cardinale Fernando Natalio Chomalí Garib, arcivescovo di Santiago de Chile, il quale ha sostenuto che «il diritto ai beni sociali precede lo status di immigrazione».
Dignità umana
Nella sua dichiarazione, l’organizzazione ecclesiale ha espresso apprezzamento per l’impegno a «rafforzare lo stato di diritto ed il funzionamento delle istituzioni» e ha messo in evidenza che «la stragrande maggioranza dei migranti desidera sempre più collaborare a questo sforzo che può portare pace, ordine e prosperità quando è al servizio della dignità umana e della coesione sociale». Contemporaneamente, però, ha avvertito che «l'esclusione non risolve il problema della migrazione ma, anzi, lo aggrava».
Effetti negativi
In sostanza, la Red Clamor Chile ha spiegato che «è possibile promuovere politiche che tutelino la sicurezza e il controllo delle frontiere senza violare i diritti fondamentali o ledere la dignità umana e la coesione sociale». Se molti migranti hanno varcato le frontiere della nazione in modo irregolare, ha aggiunto, non è certo per «disprezzo della legge ma perché costrette a farlo per proteggere la propria vita e non avendo altra scelta data la situazione nei loro Paesi d’origine». Per cercare di mettere in luce i rischi della proposta di legge, la Red Clamor Chile ha chiesto al potere politico un dialogo trasparente e franco ammonendo che, se non dovesse essere modificato prima dell’approvazione finale, il provvedimento avrà l’effetto di minare la stabilità della società e mettere in pericolo anche i bambini.
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