Il nuovo arcivescovo di Praga: importante tradurre il Vangelo nel linguaggio di oggi
Johana e Krzysztof Bronk – Vaticano
Il 18 maggio era previsto che andasse ad amministrare il Sacramento della Cresima nella parrocchia agostiniana di Praga. Ma quello stesso 18 maggio i programmi erano diventati altro: il cardinale Robert Prevost, eletto Papa dieci giorni prima, era a Piazza San Pietro a presiedere la Messa di inaugurazione del suo ministero petrino. Ai media vaticani monsignor Stanislav Přibyl, nuovo arcivescovo di Praga, racconta questo retroscena legato a Leone XIV, che definisce un buon conoscitore della Repubblica Ceca, avendola attraversata più volte per visitare le comunità del suo Ordine, compreso il monastero di Brno, un tempo dimora di un altro celebre agostiniano, padre Gregor Mendel, precursore della genetica.
Il Bambino Gesù di Praga sulla scrivania del Papa
A testimoniare i legami che uniscono Leone XIV alla Cechia ci sarà d'ora in avanti un segno, una copia della statuetta del Bambino Gesù di Praga, venerato in tutto il mondo, che monsignor Přibyl ha donato al Papa, che l’ha fatta collocare accanto alla sua scrivania.
Durante l’udienza in Vaticano del 2 marzo scorso, il presule ha condiviso con Leone XIV le questioni riguardanti il suo nuovo ministero. Anche in una Chiesa polarizzata come quella ceca, osserva l’arcivescovo di Praga, sono quanto mai ispiratrici le prime parole di Papa Leone, che riecheggiano il saluto pasquale di Gesù: “Pace a voi”. Quel ponte da cui San Giovanni Nepomuceno fu gettato nella Moldava, deve rappresentare, afferma il presule, una spinta a “costruire ponti di relazioni tra le persone e a guardarci l'un l'altro come amici, fratelli e sorelle, a dare testimonianza al mondo che ci circonda e a proclamare il Vangelo. Abbiamo molto da fare in questo campo, perché sono troppe le cose che ci dividono».
Il Vangelo per i non credenti
Secondo monsignor Přibyl, l’atteggiamento stesso del Papa, la sua capacità di ascolto, sono un esempio da seguire, in particolare arrivando con il Vangelo all'uomo contemporaneo, a quelli che si considerano non credenti - un impegno che sta a cuore all’arcivescovo di Praga. «Ieri - dice - ho parlato con una donna che mi ha detto con grande rammarico che vorrebbe credere, ma non ci riesce. Le ho risposto che forse è già credente. Solo che immagina erroneamente che la sua fede debba essere diversa».
Le verità immutabile su Gesù nel linguaggio odierno
In altre parole, continua monsignor Přibyl, si tratta di “di tradurre la fede espressa dalle formulazioni del catechismo, che per me sono molto importanti e belle, in un linguaggio più comprensibile, non solo con le parole, ma anche con l'atteggiamento. Mi appassiona molto capire cosa fare per non perdere l'essenza delle cose e allo stesso tempo esprimerla in modo che l'altro possa comprenderla”. “A volte - racconta ancora il presule - rilascio interviste. Vengono da me con un furgone di trasmissione della Radio Ceca. In queste situazioni chiedo al tecnico se gli è interessato ciò di cui ho parlato, se l'ha capito. E se questa persona mi risponde di sì, che è stato interessante, per me è una cosa molto importante”. Dunque, conclude monsignor Přiby, si tratta di “tradurre il Vangelo, la verità immutabile su Gesù Cristo, nostro Signore, nel nostro mondo, in modo tale da non perdere nulla di ciò che è essenziale e allo stesso tempo esprimerlo in modo attraente suscitando interesse, grazie al fatto che lo viviamo e siamo in grado di parlarne non solo con il nostro linguaggio ecclesiale”.
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