Terra Santa, padre Ielpo: la Pasqua ci aiuti a leggere la storia con gli occhi di Dio
Vatican News
"In questa terra, dove ancora oggi sperimentiamo il peso della guerra, della violenza, della paura e dell’incertezza, la risurrezione di Cristo non è una parola lontana, ma un fatto concreto che ci chiede di cambiare sguardo: di non lasciarci determinare dal giudizio del mondo, ma di imparare a leggere la storia con gli occhi di Dio". È il cuore del messaggio di Pasqua del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, diffuso oggi, mercoledì 1° aprile. Dunque, "in un tempo segnato da tante ferite e sofferenze", ha scritto Ielpo "siamo chiamati a vivere la risurrezione di Cristo non solo come un evento del passato, ma come un avvenimento che ci raggiunge oggi" e che porta con sé "un giudizio sulla nostra vita".
La resurrezione capovolge i criteri del mondo
Tra il giudizio degli uomini e quello di Dio, infatti, c’è un contrasto profondo: "Gli uomini hanno rifiutato, condannato ed eliminato Gesù, Dio invece lo ha riconosciuto, lo ha approvato e lo ha risuscitato". Padre Ielpo ha ricordato a questo proposito che San Pietro, negli Atti degli Apostoli, annunciando Gesù alla famiglia del centurione Cornelio, afferma: "Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno". La resurrezione capovolge i criteri: "Il giudizio del mondo afferma che conta essere forti, potenti, vincenti; il giudizio di Dio rivela che la vera forza è nel dono di sé, nella capacità di amare fino alla fine, nel sacrificio per un bene più grande".
Nella croce la vittoria dell'amore che si dona senza riserve
Mentre il giudizio del mondo vede nella croce una sconfitta, una perdita, un’umiliazione, una stoltezza - ha continuato il padre Custode - il giudizio di Dio, "con la risurrezione, proclama che proprio lì si manifesta la vera sapienza, lì si manifesta la vera vittoria: la vittoria dell’amore che si dona senza riserve". Proprio la Pasqua - il tempo in cui "la vita vince sulla morte, la luce sulle tenebre, l’amore sull’odio" - ci invita a credere "che rinunciare alla violenza non è debolezza, che perdonare non è una sconfitta, che la morte non è la fine", ha continuato Ielpo. Il sacerdote ha voluto dunque inviare l’augurio "di una Pasqua di autentica speranza, capace di rinnovare il cuore e di sostenerci nel cammino quotidiano". Cristo è risorto: "è questa la nostra certezza, è questa la nostra pace", ha concluso.
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