Unitalsi, ad Assisi il pellegrinaggio dei giovani: esperienza di fede e umanità
Igor Traboni - Città del Vaticano
Sono circa 600 i giovani, dai 14 ai 35 anni e provenienti da tutta Italia, che da ieri stanno solcano le strade di Assisi e di Santa Maria degli Angeli per il Pellegrinaggio nazionale dei giovani Unitalsi. L'iniziativa, che si conclude domani, domenica 26 aprile, torna dopo diverso tempo (prima lo stop per il Covid, dopo per la necessità di riorganizzare al meglio tutti i pellegrinaggi unitalsiani a Lourdes e negli altri santuari), con un rinnovato entusiasmo e con diverse novità, come racconta Biancamaria Spada, consigliere nazionale e referente giovani dell’associazione: «Questo pellegrinaggio si pone nel solco del percorso che i giovani già fanno all’interno dell’Unitalsi. Non a caso abbiamo voluto intitolarlo “Vieni e scopriti”, perché questo pellegrinaggio, come ogni pellegrinaggio, non è una gita o un passatempo, ma un’esperienza di fede, di Chiesa, di forte umanità, di crescita».
Scelta meditata
Va subito detto che la scelta dei luoghi del Poverello non è affatto casuale: «Per Assisi e per ogni credente questo è un momento speciale, con le celebrazioni degli 800 anni della morte di San Francesco, e noi abbiamo voluto indicare ai giovani proprio questa figura, assieme a quella di Chiara e di San Carlo Acutis: tre giganti della cristianità, che tanto possono dire ai nostri ragazzi», aggiunge Spada, con una ulteriore sottolineatura: «Abbiamo dato la possibilità di partecipare anche a quei giovani che non fanno parte dell’associazione ma che vogliono avvicinarsi all’Unitalsi e agli altri nostri pellegrinaggi, e quindi alla fede e al volontariato, perché l’associazione rappresenta entrambi questi mondi».
Desiderio grande
E che i giovani abbiano questo desiderio, lo dimostra non solo la grande partecipazione alla “tre giorni” in Umbria ma, più in generale, anche l’adesione convinta agli altri viaggi della fede, ad iniziare proprio da Lourdes, dove sempre più numerosa è la presenza dei ragazzi: «Sì, è vero, sono sempre tanti i giovani che si mettono in pellegrinaggio verso Lourdes, ma noi cerchiamo di coinvolgerli non solo per quella che può essere un’esperienza una tantum, perché magari si va per provare qualcosa di nuovo, ma offrendo sul territorio delle regioni italiane anche altre esperienze di cammino e volontariato, perché poi Lourdes diventi il culmine di tutta un’esperienza che si fa nell’anno associativo».
Relazioni in crescita
C’è un altro passaggio che la stessa Spada, insieme al presidente nazionale Unitalsi, Rocco Palese, hanno sottolineato in sede di presentazione del pellegrinaggio ad Assisi, esperienza di amicizia: «I giovani – riprende la referente nazionale – ora sono connessi non tramite le relazioni ma tramite i cellulari. Però quello che ci fa vivere l’Unitalsi è proprio la crescita nella creazione di relazioni, in un mondo che è sempre più social e meno sociale».
Sulle orme di Carlo Acutis
Sulle strade di Francesco e Chiara, come detto, i giovani incontreranno anche il loro santo, Carlo Acutis, pregando sulla sua tomba e anche ascoltando la mamma Antonia: «Abbiamo voluto questa testimonianza – conclude Biancamaria Spada – per indicare ai giovani la strada della santità proprio secondo il modello di Carlo: non un qualcosa di astratto, di fuori dal mondo, ma un progetto di vita che può nascere ogni giorno». Antonia Salzano è intervenuta nel pomeriggio di ieri, nella prima giornata del pellegrinaggio, insieme al cantante Marco Mammoli, mentre in serata i giovani hanno partecipato ad una veglia di preghiera nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, con il passaggio dalla Porziuncola.
Momenti intensi
Molto intensa la giornata di sabato 25, incentrata sull’itinerario dei santi di Assisi: Duomo, Basilica di Santa Chiara, Santuario della Spogliazione, Basilica di San Francesco. Nel pomeriggio, la catechesi del vescovo di Assisi, Felice Accrocca, mentre in serata si tornerà verso Santa Maria degli Angeli con la processione rischiarata dalla luce dei flambeaux. Domenica 26, infine, un’altra preziosa testimonianza, quella di Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico, mentre la celebrazione presieduta da monsignor Rocco Pennacchio, assistente spirituale nazionale Unitalsi, chiuderà il pellegrinaggio.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui