Celebrazione del 70º anniversario del ministero pastorale per i cattolici di lingua ebraica in Israele, presieduta dal cardinale Pizzaballa Celebrazione del 70º anniversario del ministero pastorale per i cattolici di lingua ebraica in Israele, presieduta dal cardinale Pizzaballa 

Gerusalemme, 70 anni di pastorale per i cattolici di lingua ebraica

Il Vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele celebra il 70.mo anniversario della sua esistenza. Il giubileo, celebrato solennemente il 2 maggio presso il Centro Notre Dame, ha riunito 350 parrocchiani e ospiti. La Santa Messa in occasione della festa di San Giacomo Apostolo è stata presieduta dal cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme

Karol Darmoros - Città del Vaticano

Il Vicariato di San Giacomo a Gerusalemme è un segno speciale della presenza della Chiesa in Israele: parla il linguaggio della vita quotidiana e del cuore – in ebraico – e allo stesso tempo rimane radicato nell'universalità della Chiesa cattolica. Il 2 maggio si è celebrato il 70.mo anniversario della sua istituzione con una liturgia presieduta, presso il Centro Notre Dame, dal cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, dinanzi a circa 350 parrocchiani e ospiti. Il giubileo è stato l'occasione per esprimere il ringraziamento per i sacerdoti, i consacrati e i laici che da anni costruiscono la comunità del Vicariato. Oltre alla solenne Eucaristia, è stato organizzato un incontro pomeridiano con musica, testimonianze e la prima visione di un documentario preparato dal Christian Media Center.

Celebrazione del 70º anniversario del Vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele
Celebrazione del 70º anniversario del Vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele

Un unico corpo

Il cardinale Pizzaballa, vicario di San Giacomo negli anni 2005-2008, ha sottolineato che è importante "capire" il popolo di Israele e "sentire la responsabilità delle comunità per aiutare la Chiesa a comprendere e guardare avanti". Questa è "una relazione che è più importante oggi che mai", ha sottolineato il Patriarca, e ha aggiunto che ciò che ha permesso al Vicariato di continuare "non è stata la strategia ecclesiastica, ma un fondamento: Gesù". Come ricordato durante la Messa, il Vicariato svolge ogni giorno la sua vocazione di tradurre, accompagnare, ascoltare e servire. La sua missione non è quella di costruire una Chiesa separata, ma di servire l'unica Chiesa di Gesù dall'interno. Nella diversità, che è sia un dono che una sfida, è stato anche sottolineato che la Chiesa non è un insieme di isole, ma un corpo.

Dono e compito

Il Vicariato riunisce i cattolici che vivono nella società di lingua ebraica di Israele: credenti di origine ebraica e non ebraica, cristiani locali, migranti e gruppi di lingua russa. Le comunità operano a Gerusalemme, Tel Aviv-Jafa, Haifa, Beersheba e Tiberiade. "Settant' anni sono un dono. E anche una responsabilità", ha affermato padre Piotr Żelazko, vicario di San Giacomo dal 2021. Il compito delle comunità, ha spiegato, è "rimanere fedeli, attenti e coraggiosi, ascoltare i segni dei tempi, prendersi cura delle prossime generazioni e continuare a costruire ponti di fede, dialogo e compassione".

La gente legata al Vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele
La gente legata al Vicariato di San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele

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05 maggio 2026, 15:51