Fedeli in preghiera presso il santuario di Fatima Fedeli in preghiera presso il santuario di Fatima

Fatima, messaggio vivo per il presente e per la conversione del cuore

Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria delle apparizioni che segnarono la vita dei tre pastorelli, risuonano forte gli appelli alla pace e alla tutela dei più piccoli. Padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore del famoso santuario mariano: “Al centro del messaggio c’è il luogo di Dio nella vita del credente”

di Antonio Tarallo

Un luogo legato a un nome, la Vergine Maria. Fatima, luogo che evoca immagini e storia. Qui, la tradizione e la pietà popolare, la fede e la storia, s’intrecciano in una misteriosa “partitura” contrappuntistica di storie, vite e avvenimenti, piccoli e grandi. Trascorrono gli anni e la devozione alla sacra immagine della Vergine si fa sempre più attuale: non è un ricordo del passato, ma presenza viva nell’oggi. Soprattutto per tanti giovani.

Tradizione e devozione

I numeri: nel 2022, i pellegrini - provenienti da circa 80 paesi del mondo - che si sono recati al santuario sono stati 4.937.294, passando ai 6.478.323 dello scorso 2025. E poi ci sono i 350 volontari dediti all’accoglienza. Oltre ai numerosissimi “serviti” per le celebrazioni principali che si alternano tra maggio e ottobre. Sono numeri che ci indicano come non si stia parlando di un libro del passato perché - come racconta padre Carlos Manuel Pedrosa Cabecinhas, rettore dal 2011 del famoso santuario mariano - "ancora oggi la tradizione si mescola nella devozione dei pellegrini che arrivano al santuario, che arrivano alla cappella delle apparizioni, per contemplare la statua della Madonna perché credono che nella statua vi sia anche la presenza della persona rappresentata secondo la fede della Chiesa: c’è questa contemplazione che poi diventa anche preghiera, diventa supplica per le difficoltà ma anche partecipazione nei momenti di preghiera, come per esempio, quello del Rosario oltre che per la celebrazione dell’Eucaristia. Fatima, come anche i grandi santuari, diviene sempre luogo di incontro tra tradizione e attualità".


Il luogo di Dio nella vita del credente

Ma il santuario custodisce non solo la popolare iconografia mariana famosa in tutto il mondo. Custodisce soprattutto un messaggio, affidato ai quei tre bambini, pastorelli, specchio dell’umanità intera di tutti i tempi. Un messaggio che padre Carlos addirittura afferma che in molti aspetti "è ancora più attuale oggi che nel 1917, nel tempo delle apparizioni. Al centro del messaggio di Fatima c’è il luogo di Dio nella vita del credente, quindi la centralità di Dio. Questo si comprende sia nelle apparizioni dell’angelo che nelle apparizioni della Madonna: c’è sempre la preoccupazione del luogo che Dio deve occupare nella vita del credente. E se nel tempo delle apparizioni c’era il problema dell’ateismo militante, adesso non abbiamo tanto questo ateismo che lotta contro Dio, abbiamo piuttosto un atteggiamento d’indifferenza davanti a Dio" ricorda padre Carlos. E poi, il tema della pace: "Nella prima apparizione la Madonna chiede ai pastorelle di pregare il Rosario per la pace nel mondo". Un dono chiesto oggi dalla Chiesa, dal pontefice, da tutto il popolo di Dio.

Dio è sempre attento ai piccoli

La pace, la tanto agognata pace, per giungere al silenzio di una guerra che reca morte e distruzione, e soprattutto un accanimento contro i bambini, “gli innocenti” del Vangelo. E non è un caso che la Vergine abbia scelto proprio loro, i bambini: "Dio ha scelto anche tre bambini per mezzo della Madonna - continua il rettore del santuario mariano - per mostrare che Dio ha sempre uno sguardo speciale per i più fragili e quindi per i bambini. La Chiesa ha vissuto tutto il dramma degli abusi contro i bambini, che è proprio un dramma nella vita della Chiesa, ma è anche un dramma nella vita del mondo. Il messaggio ci ricorda: da una parte che Dio è sempre attento ai piccoli; dall’altra parte, ci ricorda che tutti noi abbiamo la responsabilità di proteggere i più fragili e stare accanto a queste vittime. Questo sarà un lavoro sempre da fare, non concluso: c’è qualcosa sempre che dobbiamo cercare ogni giorno di realizzare". Ma il discorso per il rettore del santuario si amplia fino a giungere ai migranti, fino ad arrivare a coloro che hanno bisogno di aiuto. Tutti siamo fragili perché abbiamo bisogno del Signore, forti però del suo amore per ognuno di noi.

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13 maggio 2026, 16:23