Gaza, nuova visita pastorale di Pizzaballa e Teofilo
Federico Piana - Città del Vaticano
Una visita pastorale che ha l’obiettivo di curare le ferite di migliaia di uomini, donne e bambini fiaccati dalle atrocità della guerra. È quella che è iniziata oggi, 22 giugno, quando tra le macerie e i dolori di Gaza sono giunti Teofilo III, patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, accompagnati da Josef Blotz, Gran ospedaliero del sovrano militare Ordine di Malta, e da alcuni rappresentanti della Mateser international, l’organizzazione umanitaria dell’Ordine che opera in numerose zone del mondo.
Vicinanza pastorale
«La visita esprime la responsabilità pastorale delle Chiese di Gerusalemme nei confronti delle Chiese locali e dell’intera popolazione di Gaza, dove le famiglie continuano a subire gravi sofferenze umanitarie, paura, perdite e incertezza» ha scritto il Patriarcato latino di Gerusalemme in un comunicato. Nel quale si pone anche l’accento sul valore imprescindibile della preghiera in un contesto devastato dalla sofferenza che, apparentemente, toglie forza a qualsiasi speranza: «La presenza di Sua Beatitudine il Patriarca Teofilo III e di Sua Beatitudine il cardinale Pizzaballa porta la preghiera di Gerusalemme ai fedeli feriti di Gaza e a tutti coloro che soffrono, in un ministero di consolazione, misericordia e salda testimonianza cristiana radicata nel Vangelo e nella sacra vocazione della Città Santa».
Rinnovata speranza
Secondo il programma ufficiale, Pizzaballa e Teofilo III stanno incontrando il clero, le comunità religiose, le famiglie cristiane locali e le persone colpite dalla crisi umanitaria in corso: a tutti loro, attraverso la preghiera e la presenza pastorale, offrono forza spirituale, conforto e rinnovata speranza. Ma non solo: hanno anche l'obiettivo di ribadire l’impegno delle Chiese nell’assistenza sanitaria, nelle operazioni di soccorso e nella tutela della dignità umana.
Applausi e grida di giubilo
Appena giunti all’ingresso della parrocchia latina dedicata alla Sacra Famiglia, Pizzaballa e Teofilo III sono stati accolti dagli applausi dei fedeli e dalle grida di giubilo dei bambini. Dopo un saluto iniziale ed una preghiera guidata dal parroco, padre Gabriel Romanelli, il patriarca latino di Gerusalemme ha espresso la gioia di poter guardare negli occhi non solo i parrocchiani e le persone che vivono intorno alla struttura religiosa ma tutti gli abitanti di quella città sofferente. La situazione è difficile, ha aggiunto il cardinale, ma la presenza dei rappresentanti delle Chiese è la dimostrazione dell’attenzione che esse hanno per Gaza, che rimane una priorità.
Attenzione continua
Già il 19 dicembre del 2025 il cardinale Pizzaballa aveva fatto visita alla popolazione di Gaza ed il 21 dello stesso mese aveva anticipato, nella parrocchia della Sacra Famiglia, la celebrazione della messa di Natale alla quale hanno partecipato, commosse, numerose persone. Mentre era stato all’indomani del raid israeliano che il 17 luglio dello scorso anno colpì proprio la parrocchia, causando 3 morti e 11 feriti, che il cardinale Pizzaballa e Teofilo III avevano voluto recarsi insieme a Gaza per portare solidarietà alle famiglie delle vittime ed incontrare gli sfollati. Durante questa visita - considerata storica perché fu la prima di carattere ecumenico in tempo di guerra - i due patriarchi avevano lanciato un appello ai leader mondiali affinché la guerra potesse cessare con un percorso di guarigione e riconciliazione per l'intera Terra Santa.
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