Il cardinale Pizzaballa nella Giornata di pellegrinaggio alla grotta di Nostra Signora del Monte ad Anjara Il cardinale Pizzaballa nella Giornata di pellegrinaggio alla grotta di Nostra Signora del Monte ad Anjara

Pizzaballa: “L'umanità ha bisogno di Dio, le nostre certezze sono fragili"

Il Patriarca latino di Gerusalemme celebra la Giornata annuale di pellegrinaggio alla Grotta di Nostra Signora del Monte ad Anjara. Un’omelia sul tempo di Dio e il tempo dell’uomo, sulla fede come antidoto al disorientamento, e sullo sguardo verso il Giubileo del Battesimo di Gesù nel 2030

Davide Dionisi – Città del Vaticano

“Nella nostra epoca, l’intelligenza umana e lo sviluppo sociale hanno trasformato il mondo in maniera radicale; oggi possiamo fare cose che fino a poco tempo fa sembravano impossibili e irraggiungibili, in materia scientifica, economica e commerciale. Il progresso scientifico, insomma, ci rende ogni giorno più potenti e ci apre continuamente a sempre maggiori e più ampie prospettive in tutti gli ambiti della nostra vita personale e sociale. Confidiamo sempre più nelle nostre forse e nelle nostre capacità. Ci sentiamo quasi invincibili.  Ma basta una malattia che colpisca un nostro caro, una morte improvvisa, una guerra scatenata e distruttrice, e tutte le nostre certezze di invincibilità crollano”. E’ quanto ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, durante la messa celebrata in occasione della Giornata annuale di pellegrinaggio nel santuario giordano di Anjara.

Abbiamo bisogno di Dio

Nella Grotta di Nostra Signora del Monte, considerata uno dei luoghi di culto più importanti del Regno, il porporato ha detto ai numerosi fedeli arrivati da diverse parti del paese che “abbiamo bisogno di Dio, perché da soli siamo perduti. E la coscienza della presenza di Dio nella vita dell’uomo e del mondo ci porta anche a credere che a Dio nulla è impossibile, che Lui non ci lascia soli. Lui fa nascere la vita anche laddove essa umanamente non è più possibile”, aggiungendo che “Maria ci insegna ad avere fede. Credere è riconoscere che questa mano invisibile di Dio ancora opera e arriva proprio lì dove l’uomo non può. Credere significa anche stare in questa difficile e drammatica situazione del mondo di oggi con speranza cristiana, che è l’atteggiamento di chi decide di vivere nell’amore: non si rinchiude in se stesso, ma offre la sua vita, dicendo il suo anche nei momenti più pesanti. Credere è dunque ascoltare, accogliere, fidarsi, offrirsi. La difficoltà del momento presente e il conseguente disorientamento che lo accompagna, non annullino la nostra ferma certezza che Dio non abbandona chi lo ama e che non siamo soli”. 

Un momento della celebrazione ad Anjara
Un momento della celebrazione ad Anjara

La presenza delle istituzioni

Al suo arrivo alla grotta, il cardinale Pizzaballa è stato accolto dal governatore di Ajloun, Nayef Al-Hdayat, dai capi dei dipartimenti del governatorato e dai rappresentanti delle istituzioni ufficiali e locali. Alla Messa hanno partecipato, tra gli altri, monsignore Giovanni Dal Toso, nunzio apostolico in Giordania, l’archimandrita Paul Nzeha, amministratore patriarcale della Chiesa greco-cattolica melchita. Presenti anche il Ministro del turismo e dei beni culturali, Imad Hijazin, il presidente dell’Autorità per la promozione turistica presso la Camera Alta del Parlamento, Michel Nazzal, oltre agli ambasciatori di Ungheria, Australia e Spagna.

In attesa del Giubileo del Battesimo di Gesù

Nel sottolineare l’importanza del sito, il porporato ha detto: “Ci troviamo in uno dei Luoghi Santi della Giordania riconosciuti dalla nostra Chiesa. Un luogo speciale di devozione e di cura, che recentemente ha ricevuto l’attenzione anche dalla Corte Reale, con il supporto diretto di Sua Altezza Reale il Principe Ghazi Bin Muhammad, del Ministero del Turismo e delle Antichità, e naturalmente di tanti fedeli da tutta la Giordania. Ci stiamo preparando tutti all’anno 2030, nel quale celebreremo il Giubileo del Battesimo di Gesù, avvenuto 2000 anni fa proprio qui nella nostra attuale Giordania, al Maghtas, luogo di di fede e di spiritualità non solo per noi, ma per tutto il mondo”.

Tempo dell’uomo e tempo di Dio

Il porporato si è poi soffermato sul confronto tra il tempo dell’uomo e il tempo di Dio: “L’uomo di oggi consuma il suo tempo in modo vorace, non sa attendere, vive di contatti sociali e digitali che danno tutto in tempo reale, e ci fa credere che si può ottenere tutto subito: una guarigione o la soluzione a qualsiasi nostro problema. Mentre invece il tempo di Dio si dispiega sulle lunghe distanze: scava in profondità, mette fondamenta profonde. E’ il tempo di tutte le stagioni necessarie perché la semina porti frutto”. Per Pizzaballa “Noi oggi non comprendiamo tutto, non siamo in grado di interpretare adeguatamente quanto sta accadendo in questo mondo lacerato da guerre e da tanto odio, e questo è forse uno degli elementi che ci disorienta maggiormente: non essere capaci di decifrare e decodificare il drammatico momento presente, di possedere la chiave interpretativa che ci permetta di controllare gli avvenimenti attuali e il tempo presente”.

Lasciare che il tempo sveli l’accaduto

La risposta per il Patriarca è sempre nel Vangelo che “ci insegna a lasciare decantare il vissuto, che il tempo faccia crescere e maturare una comprensione serena e libera degli avvenimenti presenti. Solo nel tempo riusciremo a comprendere meglio e vedere la Sua presenza e la Sua opera. Ora” ha continuato “non sappiamo dare storia a quanto sta capitando; abbiamo bisogno di lasciare che il tempo sveli l’accaduto, di far crescere l’intelligenza del cuore ascoltando il silenzio di Dio. Nel dolore e nella gioia dei giorni che verranno, rileggeremo questi avvenimenti e sono certo troveremo una Parola che ci aiuta a svelarlo, a macinarlo con una meditazione che lo fa diventare vita quotidiana, nuova”.

Fedeli presso la Grotta di Nostra Signora del Monte ad Anjara
Fedeli presso la Grotta di Nostra Signora del Monte ad Anjara

La dinamica della fede

Un’ultimo passaggio dell’omelia è stato dedicato alla dinamica della fede: “Possiamo pensare che il Vangelo dell’Annunciazione sia un Vangelo lontano dalla nostra vita, troppo grande per la piccola vita di ciascuno di noi. Ma non è così! La dinamica di quest’evento, la dinamica di un Dio che desidera intervenire nella vita dell’uomo e chiede semplicemente che lo si lasci fare, è la dinamica della fede, della nostra quotidiana relazione con Dio, che nemmeno il dramma del momento presente può mettere in dubbio”.

Il saluto del Rettore della Grotta

La giornata di pellegrinaggio si è conclusa con un discorso di ringraziamento pronunciato da padre Yousef Francis, rettore della Grotta di Nostra Signora del Monte ad Anjara, che ha espresso gratitudine a Sua Maestà il re Abdullah II per avergli conferito l’Ordine al Merito di primo grado del re Abdullah II bin Al Hussein in occasione delle celebrazioni per l’80esimo anniversario dell’Indipendenza. Ha inoltre ringraziato Sua Altezza Reale il principe Ghazi bin Muhammad per la sua particolare attenzione alla Grotta e alla “Casa della Speranza” per gli orfani.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

20 giugno 2026, 14:15