In Venezuela arrivano gli aiuti internazionali In Venezuela arrivano gli aiuti internazionali

Venezuela, la macchina degli aiuti: vescovi e Caritas al fianco dei terremotati

Salgono ora dopo ora le vittime del sisma che, mercoledì pomeriggio, ha colpito con due fortissime scosse il Paese dell’America meridionale. È iniziata la corsa contro il tempo per assicurare ai disastrati beni di prima necessità, medicine e acqua potabile. La Cei ha stanziato 500mila euro dai fondi dell’8xmille

Giada Aquilino – Città del Vaticano

In Venezuela il devastante bilancio del terremoto cresce di ora in ora, i numeri dei morti accertati, dei feriti e, soprattutto, dei dispersi delineano uno scenario spaventoso ed è alto il rischio che la macchina degli aiuti, immediatamente messasi in moto sia a livello nazionale sia internazionale, possa risultare insufficiente per l’enormità delle necessità.

La preghiera di Caritas Venezuela

Le Caritas diocesane delle zone colpite, dal distretto della capitale Caracas a quello di La Guaira agli stati di Falcón, Carabobo, Yaracuy, Aragua, Miranda, Trujillo e Lara, stanno raccogliendo informazioni e valutando i danni, aggiornando la Caritas nazionale per tracciare un quadro reale dei bisogni del Paese. Da parte sua Caritas Venezuela, in una nota diffusa sui social, esprime la propria vicinanza ai disastrati, unendosi «in preghiera per i tanti fratelli e sorelle che hanno perso la vita, la casa e i loro beni in queste ore di prova». Il pensiero va in modo particolare «a coloro che, già colpiti dalla povertà, oggi vedono moltiplicarsi la propria sofferenza e guardano al futuro con desolazione» in un contesto di persistente crisi umanitaria per cui l’Onu, già prima del sisma, stimava almeno 7,9 milioni di persone bisognose di aiuti. Caritas Venezuela invita quindi «tutti i venezuelani, dentro e fuori dal Paese, nonché le aziende e le persone di buona volontà, a unirsi con forza e generosità» per sostenere la rete di solidarietà messasi in moto. I contributi, secondo quanto riportato nel comunicato, sono destinati a soddisfare le necessità individuate dai team tecnici di intervento sul territorio nazionale. È stato inoltre aperto un centro nazionale di raccolta presso la sede della Conferenza episcopale venezuelana a Caracas e altri punti si stanno allestendo nelle diocesi di tutto il Paese. Sono già in corso iniziative per la distribuzione di acqua potabile, alimenti non deperibili, medicinali essenziali e altri beni di prima necessità. Viene inoltre ribadita l’importanza di una risposta coordinata e responsabile per garantire interventi efficaci nelle aree interessate.

La vicinanza del Celam

Vicinanza spirituale, solidarietà fraterna e comunione ecclesiale per la Conferenza episcopale venezuelana e tutto il popolo venezuelano «in questi momenti di prova» vengono espresse pure dal Consiglio episcopale latinoamericano e dei Caraibi (Celam). In una dichiarazione, la presidenza dell’organismo prega il «Signore della Vita affinché protegga coloro che sono stati colpiti, rafforzi le famiglie che subiscono le conseguenze» del terremoto e sostenga quanti «operano generosamente nelle operazioni di soccorso, assistenza e accompagnamento». Al contempo si invocano «saggezza e forza» per le autorità civili e gli organismi di emergenza «che servono con dedizione il bene comune». Un «abbraccio fraterno» va poi alle comunità venezuelane che vivono lontano dalla loro patria e che guardano «con preoccupazione» alla situazione dei loro cari: «Possano trovare nella solidarietà della Chiesa il conforto e la speranza che nascono dal Vangelo».

Il contributo della Cei

Dal Brasile a Cuba, la Chiesa dell’America Latina si unisce al dolore del popolo venezuelano con i vescovi che elevano preghiere per le vittime, incoraggiano gli aiuti umanitari ed esprimono il loro sostegno alla Chiesa locale che accompagna le comunità colpite. Pure l’episcopato della Colombia si unisce «attraverso la preghiera, con sentimenti di profondo dolore e con spirito di comunione ecclesiale» a coloro che stanno affrontando tale difficile prova. La rete Caritas è già mobilitata, anche oltre oceano. Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Maria Zuppi, esprime vicinanza alla popolazione del Venezuela. In un messaggio inviato all’arcivescovo Jesús Andoni González de Zárate Salas, presidente della Conferenza episcopale venezuelana, rinnova la solidarietà alla Chiesa venezuelana e alle comunità parrocchiali e religiose impegnate accanto alla popolazione. «In queste ore – scrive Zuppi - sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto». Per far fronte all’emergenza, la presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 500.000 euro dai fondi dell’8xmille: le risorse saranno utilizzate per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Particolare attenzione, fa sapere Caritas, è rivolta alle famiglie più fragili, ai quartieri meno visibili e alle persone accolte nelle piazze e nei rifugi temporanei. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa o in condizioni di forte precarietà. Intanto, sottolinea Caritas Italiana rilanciando l’appello di Caritas Venezuela, è importante convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate che potrebbero risultare inefficaci o rischiose.

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26 giugno 2026, 12:35