La Guaira, le macerie di un edificio crollato per il terremoto La Guaira, le macerie di un edificio crollato per il terremoto

Venezuela, il presidente della Caritas: priorità ai feriti e alla ricerca dei sopravvissuti

Di fronte al disastro causato dai due terremoti che hanno colpito il Paese latinoamericano, il vescovo José Luis Azuaje Ayala chiede di lavorare senza sosta alla ricerca delle migliaia di dispersi. “La società civile, le aziende private e le agenzie governative collaborino affinché tutti possano contribuire a risolvere questa difficile situazione"

Alina Tufani Díaz - Città del Vaticano

 “Chiediamo a tutti di pregare per questo Paese, per tutti coloro che soffrono e anche per coloro che stanno prestando soccorso”. Monsignor José Luis Azuaje Ayala, presidente di Caritas Venezuela, parla ai media vaticani esortando a non abbassare l’attenzione sulle conseguenze dei disastrosi terremoti di mercoledì scorso, insistendo soprattutto sulla necessità di accelerare la ricerca di coloro che potrebbero essere ancora “intrappolati sotto le macerie”. Per il presule, occorre inoltre portare avanti una tempestiva valutazione di tutte le infrastrutture che potrebbero crollare a seguito delle numerose e intense scosse di assestamento, organizzando “uno sforzo congiunto tra le diverse agenzie statali e la società civile per contribuire a minimizzare le conseguenze di questa tragedia”.

A poco meno di tre giorni dai due terremoti gemelli, di magnitudo 7.2 e 7.5 sulla scala Richter, che hanno colpito il Venezuela centrale e nord-orientale, gli ultimi dati ufficiali riportano almeno 920 morti, oltre tremila feriti, e più di 50mila di dispersi. Queste cifre, secondo alcune organizzazioni non governative specializzate in situazioni di emergenza, potrebbero aumentare considerevolmente. Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nel Distretto della Capitale e negli stati di La Guaira, Falcón, Carabobo, Yaracuy, Aragua, Miranda, Trujillo e Lara. Tuttavia, la situazione più grave si registra a La Guaira, a pochi chilometri dalla capitale, sede del principale porto e aeroporto del Paese.

I timori per i dispersi

Al momento, spiega l'arcivescovo Azuaje, metropolita di Maracaibo – una regione non direttamente colpita dal terremoto – si sta ancora valutando l'entità dei danni materiali e umani, in particolare alle infrastrutture delle abitazioni situate nelle zone più colpite, in alcune parti di Caracas e soprattutto lungo la costa centrale del Venezuela, dove i danni sono stati maggiori e l'attività sismica più intensa.

"Molte persone risultano disperse, si ritiene che siano ancora sepolte sotto le macerie di diversi edifici", lamenta Azuaje, precisando che a crollare non sono stati solo edifici residenziali, ma anche hotel, centri ricreativi e attività commerciali: "Le autorità continuano a valutare la situazione, soprattutto per quanto riguarda la ricerca delle persone sepolte e intrappolate".

Monsignor José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo di Maracaibo e presidente di Caritas Venezuela
Monsignor José Luis Azuaje Ayala, arcivescovo di Maracaibo e presidente di Caritas Venezuela

Migliaia di persone sfollate

Il presule conferma poi che “migliaia di persone si trovano in piazze o aree aperte, temendo scosse di assestamento che potrebbero causare il crollo di altre infrastrutture ed edifici già gravemente danneggiati”. Esprime inoltre preoccupazione per la situazione critica della rete elettrica e di quella di distribuzione dell'acqua potabile, già in crisi e ora, in alcune zone, completamente collassate.

Nel frattempo, nelle varie diocesi, si stanno organizzando centri di raccolta attraverso la rete Caritas e altre organizzazioni. Si stanno anche individuando siti dove le persone che hanno perso la casa potranno trovare alloggio, poiché, aggiunge il presidente di Caritas Venezuela, “questa situazione durerà ancora a lungo”. Si stima che oltre 70.000 famiglie siano rimaste senza casa nel solo stato di La Guaira.

In attesa dell'arrivo dei soccorsi, vicini e familiari cercano eventuali sopravvissuti
In attesa dell'arrivo dei soccorsi, vicini e familiari cercano eventuali sopravvissuti   (MAXWELL BRICENO)

Ospedali in crisi

L'arcivescovo indica poi la grave situazione di alcuni ospedali rimasti danneggiati: “I medici e gli operatori sanitari stanno dando il massimo, soprattutto per assistere i feriti e le tante persone che arrivano con crolli nervosi e con tutte le conseguenze provocate dai due terremoti contemporanei”. Monsignor Azuaje delinea quindi le priorità: prestare soccorso ai feriti; continuare a cercare eventuali sopravvissuti; valutare le infrastrutture vulnerabili alle scosse di assestamento e coordinare gli sforzi tra le varie agenzie statali e la società civile per "lavorare insieme al fine di minimizzare le conseguenze di questa tragedia”. Caritas Venezuela, aggiunge, “è stata dispiegata fin dalle prime ore del mattino, soprattutto nelle zone più colpite, con l'obiettivo primario di assistere al salvataggio delle vittime intrappolate sotto le macerie, ma anche di cercare i dispersi nei vari luoghi indicati da parenti o amici”.

Molte famiglie che non hanno trovato un alloggio di emergenza vivono all'aperto
Molte famiglie che non hanno trovato un alloggio di emergenza vivono all'aperto   (MAXWELL BRICENO)

I traumi di una tragedia

Anche lo stato psicologico, l'ansia e l'incertezza della popolazione, soprattutto alla luce delle numerose scosse di assestamento di varia intensità che si sono verificate e continueranno a verificarsi nei prossimi giorni, sono tra le principali priorità di Caritas Venezuela.

“Come Caritas e come Chiesa cattolica – indica ancora l'arcivescovo venezuelano – stiamo cercando di aiutare tutti il ​​più possibile affinché possano avere fiducia e, soprattutto, affinché possano superare questa crisi psicologica ed emotiva che purtroppo causa incertezza e tante altre conseguenze negative nella vita delle persone”.

I centri di pronto soccorso stanno curando i feriti mentre gli ospedali collassano
I centri di pronto soccorso stanno curando i feriti mentre gli ospedali collassano   (AFP or licensors)

Un grido d'aiuto

Il presidente di Caritas Venezuela lancia quindi un appello all'intera comunità nazionale e internazionale affinché contribuisca alla raccolta di donazioni in denaro, ma anche di alimenti non deperibili, forniture mediche, attrezzature di primo soccorso e di tutto ciò che può aiutare a far fronte a queste tragedie: "È su questo che stiamo lavorando e che, soprattutto, stiamo cercando di sensibilizzare la società, le aziende private e le agenzie governative affinché tutti possano contribuire a risolvere la difficile situazione che il Paese sta affrontando".

Squadre di soccorso e volontari ispezionano le macerie di un edificio a Caracas
Squadre di soccorso e volontari ispezionano le macerie di un edificio a Caracas   (AFP or licensors)

Una preghiera per il Venezuela

Monsignor Azuaje esprime poi gratitudine per la misericordia e la carità cristiane dimostrate dalle numerose istituzioni e dai Paesi che si sono uniti al popolo venezuelano in questo momento così difficile. "Chiediamo a tutti – conclude – di pregare per questo Paese, per tutti coloro che soffrono e anche per coloro che stanno aiutando, affinché il Signore, specialmente a chi scava tra le macerie, dia forza e incoraggiamento per continuare a lavorare per il bene di tante persone".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

27 giugno 2026, 11:53