Suor Jane Wakahiu durante il suo intervento al Congresso Mondiale SIGNIS 2026 a Kigali Suor Jane Wakahiu durante il suo intervento al Congresso Mondiale SIGNIS 2026 a Kigali  #SistersProject

SIGNIS 2026, dare voce alle religiose cattoliche nello spazio pubblico

La terza e ultima mattinata del congresso SIGNIS è stata dedicata al contributo fondamentale delle religiose cattoliche alla Chiesa e alla società. Suor Jane Wakahiu, Associate Vice President of Program Operations e responsabile della Catholic Sisters Initiative della Conrad N. Hilton Foundation, ha condiviso la sua esperienza accanto alle religiose impegnate in tutto il mondo

Angella Rwezaula, suor Ernestina Patrick Lasway, suor Michelle Njeri, suor Francine-Marie Cooper – Kigali, Rwanda

Le religiose cattoliche non dovrebbero rimanere invisibili nello spazio pubblico. Perciò, attraverso iniziative come il Pentecost Project e Wisdom Calls, la Chiesa sta investendo nella formazione alla comunicazione per aiutare le religiose a raccontare le storie che nascono nelle periferie del mondo. È stato questo il filo conduttore della terza e ultima mattinata del Congresso Mondiale SIGNIS, dedicata al contributo imprescindibile delle religiose cattoliche alla Chiesa e alla società. Intervenendo davanti ai partecipanti al Congresso, suor Jane Wakahiu, Associate Vice President of Program Operations e responsabile della Catholic Sisters Initiative della Conrad N. Hilton Foundation, ha condiviso la propria esperienza nell'accompagnare le religiose in diversi Paesi del mondo. Rivolgendosi ai comunicatori presenti al Congresso Mondiale SIGNIS, giovedì 6 agosto, suor Jane Wakahiu ha presentato due progetti: il Pentecost Project, promosso dal Dicastero per la Comunicazione per mettere in rete, formare e valorizzare la voce delle religiose cattoliche, e Wisdom Calls, iniziativa che favorisce il dialogo tra le religiose e i media commerciali.


Dio, origine della comunicazione

Nel suo intervento, intitolato "Prophetic Witness in Storytelling and Amplifying the Voices of Catholic Sisters in the Public Square", suor Jane ha sviluppato cinque temi centrali: la comunicazione come espressione della relazione di Dio con l'umanità, la comunicazione come ponte, la comunicazione capace di generare speranza, la comunicazione che mette al centro chi vive ai margini e la comunicazione come atto d'amore. «Attraverso i progetti Pentecost e Wisdom Calls siamo chiamati ad ascoltare e a discernere il modo in cui comunichiamo», ha affermato. Richiamando il Prologo del Vangelo di Giovanni, ha sottolineato che la comunicazione trova la sua origine in Dio fin dalla creazione del mondo: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio» (Gv 1,1). «La comunicazione, quindi, non è semplicemente trasmissione di informazioni. È intrecciata alla relazione di Dio con l'umanità. Crea, rivela, chiama e dona vita», ha aggiunto.


Lo storytelling come servizio al Vangelo

Suor Jane ha evidenziato che, per chi opera nella comunicazione cattolica, lo storytelling non rappresenta mai soltanto uno strumento di promozione. È un servizio al Vangelo. «Aiuta le persone a riconoscere la presenza di Dio nel mondo e ci ricorda che, anche nei tempi segnati da conflitti, incertezza e sofferenza, la grazia continua ad agire silenziosamente, spesso in quei luoghi che non finiscono sulle prime pagine», ha spiegato.

Suor Nina Krapić durante il suo intervento sulla rappresentazione delle religiose nei media e sul Pentecost Project
Suor Nina Krapić durante il suo intervento sulla rappresentazione delle religiose nei media e sul Pentecost Project

Riscrivere il racconto sulle religiose

Riflettendo sul modo in cui le religiose cattoliche vengono rappresentate nei media, suor Nina Krapić, vice direttrice della Sala Stampa della Santa Sede, ha chiesto una narrazione più autentica della vita consacrata femminile, capace di andare oltre le immagini virali che spesso circolano sui social media. Pur riconoscendo che i contenuti più leggeri possono attirare l'attenzione del pubblico, ha osservato che essi non devono oscurare la realtà della missione delle religiose, impegnate quotidianamente negli ospedali, nelle scuole, nelle comunità di rifugiati e nei contesti di povertà, accompagnando le persone nei momenti più difficili e in quelli di maggiore gioia della loro vita. La loro presenza quotidiana nelle periferie, ha sottolineato, rappresenta un patrimonio di esperienza e di speranza che merita di essere raccontato. Suor Nina ha inoltre presentato il Pentecost Project, iniziativa che riunisce una rete mondiale di religiose impegnate nel campo della comunicazione. Attraverso percorsi di formazione professionale e il giornalismo partecipativo, il progetto offre alle religiose gli strumenti per raccontare le storie delle periferie insieme alle persone che accompagnano. Rafforzandone la presenza nei media, l'iniziativa intende valorizzare la testimonianza duratura della vita religiosa e promuovere una maggiore solidarietà verso le persone più vulnerabili.

Suor Nina Krapić, il dott. Peter Monthienvichienchai (Segretario generale di SIGNIS e collaboratori del progetto Wisdom Calls provenienti da Africa, Asia e America Latina) e suor Jane Wakahiu.
Suor Nina Krapić, il dott. Peter Monthienvichienchai (Segretario generale di SIGNIS e collaboratori del progetto Wisdom Calls provenienti da Africa, Asia e America Latina) e suor Jane Wakahiu.

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07 agosto 2026, 11:36