Un check point presidiato da volontari delle forze curde nella città di Qamishli in Siria Un check point presidiato da volontari delle forze curde nella città di Qamishli in Siria  (REUTERS)

Siria, accordo tra forze curde e governo di Damasco. A Gaza ancora pesanti raid dell'Idf

Plauso della comunità internazionale per l'accordo complessivo raggiunto tra le forze curde e il governo siriano: previsto il cessate-il-fuoco con l'integrazione di apparati militari e amministrativi di entrambe le parti. A Gaza ancora pesanti raid dell'Idf sugli sfollati: almeno 30 i morti. Domani riapre il valico di Rafah anche se solo per il traffico pedonale

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Pur in uno spirito di prudenza, è arrivato il plauso anche della comunità internazionale per l’accordo di cessate-il-fuoco raggiunto dalle Forze democratiche siriane (Sdf) e governo siriano.

Onu e Ue: bene l'accordo forze curde-Damasco, ora stabilità

Favore espresso dalla Commissione di inchiesta dell’Onu sulla Siria, che ha auspicato anche "una cessazione completa delle ostilità e una risoluzione del conflitto e della crisi umanitaria", e dall’Ue che, con una nota del Servizio per l’azione esterna, ha dichiarato come "la stabilità della Siria nord-orientale sia fondamentale per il successo di una transizione politica inclusiva, tutelando i diritti di tutto il popolo".

Per gli Usa una "pietra miliare"

L’inviato Usa a Damasco, Tom Barrack, ha parlato su X di «pietra miliare storica nel percorso verso la riconciliazione nazionale, l’unità e la stabilità duratura". L’annuncio di un accordo complessivo è stato dato dalle Forze democratiche siriane (Sdf), a guida curda: esso prevede un cessate-il-fuoco generale, che comprende anche l’inclusione di un processo di integrazione graduale e sequenziale delle forze militari e delle strutture amministrative di e tra entrambe le parti.

Nella Striscia di Gaza ancora raid dell'Idf: almeno 29 morti

Ancora raid e morti nella Striscia di Gaza. Stamattina le autorità sanitarie palestinesi, controllate da Hamas, hanno denunciato l’uccisione di almeno 30 persone — molte rifugiate nelle tende per sfollati — negli attacchi israeliani nella zona di Khan Yunis, nel sud dell’enclave palestinese, e a Gaza City. Tra le vittime ci sarebbero anche diversi bambini. 

Sempre fragile il cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas

Si tratta di uno degli attacchi più pesanti dall'inizio del cessate-il-fuoco. Questo, mediato dagli Stati Uniti, in vigore dal 10 ottobre, è entrato nella sua seconda fase a gennaio, che dovrebbe includere il disarmo di Hamas, un graduale ritiro delle Forze di difesa israeliane (Idf) e il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione. Tuttavia, esso mostra ogni giorno la sua fragilità: i raid proseguono e le due parti continuano ad accusarsi a vicenda di violazioni della tregua.

Domani la riapertura del valico di Rafah solo per il traffico pedonale

Intanto, dopo mesi di attese, pressioni internazionali e appelli umanitari, Israele ha dichiarato che domenica riaprirà il valico di Rafah, tra Gaza ed Egitto, anche se solo per il traffico pedonale. La decisione, confermata anche dal Cogat, ente israeliano che coordina le attività civili nei Territori palestinesi, è maturata a seguito della restituzione da parte di Hamas del corpo dell’ultimo ostaggio ancora a Gaza, quello del soldato Ran Gvili. Questa, tra l’altro, era stata una delle condizioni poste dal premier Benjamin Netanyahu per la riapertura del valico.

L'Idf contesta l'ufficialità dei dati pubblicati da Haaretz sul numero dei morti

Sulla polemica relativa al bilancio dei morti dal 7 ottobre 2023, l’Idf chiarisce che i dettagli pubblicati ieri da alcuni media israeliani "non riflettono i dati ufficiali". A specificarlo, il portavoce internazionale dell’Idf, Nadav Shoshani, in un messaggio su X, commentando un articolo di «Haaretz», secondo cui le Forze di difesa israeliane avrebbero confermato che nella Striscia sono state uccise 70.000 persone, ovvero lo stesso dato fornito da Hamas. "Ogni pubblicazione o resoconto su questo argomento verrà diffuso attraverso canali ufficiali", ha precisato.

Ue: nuovo ponte aereo con aiuti umanitari

Sul fronte umanitario, la presidente del Comitato internazionale della Croce rossa, Mirjana Spoljaric, ha invitato i Paesi interessati a "sfruttare lo slancio generato dalla prima fase della tregua" per migliorare con urgenza le condizioni a Gaza. L’Ue ha annunciato un nuovo ponte aereo, con la consegna di 48 tonnellate di forniture sanitarie, portando il totale degli aiuti a oltre 5.400 tonnellate.

 

(Ultimo aggiornamento ore 13.20)

 

 

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31 gennaio 2026, 11:48