Nigeria, rapite 51 persone tra cui un sacerdote
Roberta Barbi – Città del Vaticano
In una Nigeria sempre più scossa dalle violenze e dove è in pericolo la sicurezza, soprattutto nella parte settentrionale del Paese, negli ultimi giorni si contano 6 morti e 51 rapiti in 4 differenti villaggi nello Stato di Kaduna, a maggioranza cristiana, dove già nel mese di gennaio erano state sequestrate 180 persone, poi liberate nei giorni scorsi. Ma si tratta solo degli ultimi episodi di una settimana iniziata con uccisioni e rapimenti negli Stati di Katsina, Kwara e Benue, dove si contano almeno 47 vittime, per la maggior parte uccise nel mercato di Abande dove milizie armate hanno aperto il fuoco contro la popolazione.
Sequestrato il parroco di Karku
Tra i rapiti, stavolta, anche un imam e 4 membri della sua congregazione, e un sacerdote: si tratta di padre Nathaniel Asuwaye, parroco della Chiesa della Santa Trinità di Karku, nell’area di Kajuru. A confermarlo è l’arcidiocesi di Kafanchan. Secondo quanto riferito, l’assalto da parte di uomini armati, è avvenuto nella sua residenza nella notte tra venerdì e sabato e ha causato anche l’uccisione di tre persone.
Azioni non rivendicate
Nessun gruppo finora ha rivendicato l’azione, ma il governo – che in seguito ai devastanti attacchi degli ultimi giorni ha dispiegato un intero battaglione dell’esercito nello Stato di Kwara – ha parlato di “elementi terroristici” e ha accusato del “brutale attacco” cellule non meglio identificate, mentre il presidente nigeriano Bola Tituba ha attribuito la responsabilità degli attacchi al gruppo jihadista di Boko Haram.
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