Colombia, emergenza inondazioni: almeno 22 vittime
Giada Aquilino - Città del Vaticano
C’è anche chi, sommerso dall’acqua alta fino alla vita o districandosi alla meglio nel fango che ha invaso le abitazioni, ha cercato di ricuperare i propri beni travolti dalla furia delle inondazioni, utilizzando piccoli scafi e canoe, imbarcazioni di fortuna ma anche facendosi largo tra le macerie soltanto con le proprie mani. Sono scene di autentica devastazione quelle che arrivano dalla Colombia, dove nelle scorse settimane un fronte freddo — che si è spostato dal nord del continente americano in particolare verso la costa caraibica del Paese latinoamericano — ha provocato un aumento delle precipitazioni di oltre il 64% rispetto alla media storica dell’area.
La vicinanza del Papa
Papa Leone XIV, nei saluti in lingua spagnola al termine dell’odierna udienza generale in Aula Paolo VI, ha affidato alla protezione della Vergine Maria le vittime e tutte le persone colpite da tali gravi inondazioni, esortando ««tutta la comunità a sostenere con la carità e la preghiera le famiglie colpite».
Almeno 22 le vittime nei dipartimenti settentrionali di Córdoba e Sucre, dove le alluvioni hanno causato decine di migliaia di sfollati, con almeno 9.000 abitazioni colpite, in una terra in cui i residenti sono dediti perlopiù all’allevamento. «Abbiamo perso tutto, le nostre cose, i nostri elettrodomestici, abbiamo solo i vestiti che indossiamo», ha raccontato all’Afp Enid Gómez, abitante di Montería, dove si contano circa 150.000 sfollati.
La scorsa settimana le forti piogge avevano interessato anche altre zone del Paese, tra cui il dipartimento di Nariño, nel sud-ovest bagnato dal Pacifico, dove lo straripamento di un torrente aveva scatenato una valanga di fango precipitata sulle abitazioni del comune di Mallama, al confine con l’Ecuador.
La crisi climatica e la ricostruzione
Le intense precipitazioni, piuttosto insolite in questo periodo dell’anno, sono state inquadrate dall’Istituto nazionale di meteorologia di Bogotá (Ideam) nel contesto della «crisi climatica» in atto.
Mentre proseguono i soccorsi, un nuovo fronte freddo previsto per questi giorni potrebbe aggravare l’emergenza, ha avvertito ieri il presidente Gustavo Petro, prevedendo che la ricostruzione del tessuto sociale e del territorio richiederà almeno «una decina di miliardi nei prossimi mesi». Il trasferimento dei sinistrati, sia nelle aree rurali sia in quelle urbane, rimarrà il fulcro della risposta delle autorità colombiane, ha aggiunto. Da parte sua, il ministero della Salute di Bogotá ha dispiegato squadre specializzate per prevenire focolai epidemici e curare le malattie associate alla contaminazione delle acque.
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