Alcuni veicoli attraversano le strade devastate di Gaza City Alcuni veicoli attraversano le strade devastate di Gaza City

Gaza, nuovi raid israeliani: 24 morti e accuse incrociate

Nuovi raid israeliani sull'enclave palestinese in risposta al ferimento di un ufficiale dell’Idf. Le violenze non si fermano nonostante il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, mentre restano bloccati i nodi politici sul futuro dell'area

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

Le autorità sanitarie della Striscia di Gaza hanno reso noto che i raid aerei israeliani di mercoledì 4 febbraio hanno ucciso almeno 24 persone. Il ministero della Salute palestinese, che opera sotto l’autorità di Hamas, riferisce di almeno 21 vittime, tra cui tre bambini, in una serie di attacchi che hanno provocato una quarantina di feriti.

Colpiti civili e personale medico

Nella ritorsione israeliana per il ferimento di un ufficiale dell’esercito almeno due persone sono state colpite nella tendopoli dove avevano trovato riparo a ovest di Gaza City, mentre in un raid nell’area di Al Mawasi è stato colpito e ucciso un paramedico dell’organizzazione, Hussein Hassan Hussein Al Samiri. A confermare la notizia è la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. I raid di ieri sono avvenuti poco dopo la parziale riapertura del valico di Rafah tra Gaza ed Egitto, un passaggio che aveva riacceso le speranze nel contesto della grave crisi umanitaria a Gaza.

Un cessate il fuoco sempre più fragile

La violenza prosegue nonostante la tregua mediata dagli Stati Uniti ed entrata nella sua seconda fase il mese scorso. Israele e Hamas continuano ad accusarsi reciprocamente di violazioni dell’accordo, pur dichiarando formalmente che il cessate il fuoco resta in vigore.  Secondo i dati del Ministero della Sanità di Gaza, almeno 556 palestinesi sono stati uccisi dai raid israeliani dall’entrata in vigore della tregua in ottobre. Nello stesso periodo, quattro soldati israeliani hanno perso la vita nella Striscia e diversi altri sono rimasti feriti.

Ostaggi, aiuti e futuro di Gaza

L’accordo di ottobre ha portato alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora in vita in cambio di migliaia di prigionieri palestinesi, ma molti punti centrali restano bloccati: il disarmo di Hamas, la futura gestione della Striscia, il dispiegamento di una forza internazionale e l’avvio della ricostruzione. Le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie denunciano che l’afflusso di aiuti è insufficiente per i 2 milioni di abitanti di Gaza, mentre Israele respinge le accuse.

Lo smarrimento della popolazione

Sebbene la violenza sia diminuita rispetto alla fase più devastante del conflitto — che ha causato oltre 71.800 morti palestinesi e circa 1.200 vittime israeliane dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 — tra la popolazione di Gaza cresce il senso di smarrimento. Mentre i leader continuano a parlare di cessate il fuoco e i mediatori tentano di salvare il processo di pacificazione, per molti civili la tregua resta una parola vuota, schiacciata dalla realtà quotidiana dei bombardamenti.

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05 febbraio 2026, 11:53