Iran, trattative in corso con gli Usa per scongiurare un attacco
Paola Simonetti – Città del Vaticano
Colloqui ufficiosi sarebbero in corso fra Stati Uniti e Iran, il cui esito potrebbe determinare la decisione di un attacco, o meno, da parte degli Usa. Questo il clima che al momento è alla base dei rapporti fra i due Paesi stando a quanto ha lasciato intendere il presidente statunitense, Donald Trump: “Teheran sta negoziando seriamente con noi - ha chiarito il capo della Casa Bianca ai giornalisti sull’Air Force One - spero i termini siano accettabili”. Le tensioni tra Washington e Teheran sono riprese dopo la paventata aggressione da parte statunitense che ha fatto seguito alla dura repressione iraniana delle proteste di piazza dei giorni scorsi, con un ancora imprecisato bilancio di vittime.
Le minacce reciproche
Intanto, il botta e risposta tra i due Paesi prosegue: “Un’aggressione porterebbe a un conflitto in tutta la regione”, ha avvertito la Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, a cui ha fatto eco il capo di Stato maggiore di Teheran, Abdolrahim Mousavi: "Nessun americano sarà al sicuro e le fiamme dell'area bruceranno l'America e i suoi alleati dall'interno", ha affermato, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Dal canto loro, gli Stati Uniti incalzano sottolineando di "avere le navi più grandi e potenti del mondo in quella zona. Se non raggiungeremo un’intesa - ha aggiunto Trump parlando con i media - allora scopriremo se Khamenei aveva ragione o meno".
Ipotesi di incontro in settimana
E mentre il mondo resta con il fiato sospeso, Turchia, Qatar ed Egitto starebbero mediando per un ventilato incontro fra delegazioni in settimana, dove sarebbe prevista la presenza dell’inviato speciale Usa, Steve Witkoff. Nell’ipotetico tavolo diplomatico fra i due Paesi il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, è fiducioso possa esserci un accordo sul programma nucleare di Teheran, a suo dire "realizzabile anche in breve tempo". Ma non sull'arsenale missilistico: “Non parliamo di cose impossibili”, ha aggiunto, spiegando che in cambio dell'accordo si aspetterebbe la revoca delle sanzioni Usa al suo Paese.
La protesta contro le misure Ue
Si apre intanto anche il fronte europeo, con l’Iran che ha dichiarato di aver convocato tutti gli ambasciatori dell’Ue nella Repubblica islamica per protestare contro la decisione di inserire il Corpo delle Guardie rivoluzionarie, un’organizzazione paramilitare, nella lista dei gruppi terroristici per il loro ruolo nella durissima repressione delle proteste di gennaio. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha riferito che la convocazione è giunta domenica.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui