Ancora bombe sull'Iran. Inchiesta Onu per crimini di guerra
Vatican News
Diluvio di bombe sull'Iran per decapitare il regime. Un attacco aereo israeliano avrebbe distrutto a Qom il palazzo dove era riunita l'Assemblea degli Esperti per eleggere la nuova Guida Suprema. Ma la notizia è smentita dai media di Teheran: la sede dell'Assemblea sarebbe stata evacuata prima. L'Iran prende di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: missili sull'ambasciata a Riad, evacuate quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. L'Idf entra in Libano via terra. Trump vede il cancelliere Merz: 'L'Iran ora vuole parlare, ma ora è troppo tardi. Gli abbiamo distrutto Marina, aviazione e difese aeree'. Poi attacca Londra e Madrid per la posizione sulle basi. 'I prezzi del petrolio saranno alti per un po', ma scenderanno prima di quando finirà la guerra', aggiunge. Teheran piange le studentesse uccise in una scuola al Sud del Paese: migliaia ai funerali. L'Onu chiede un'inchiesta, l'ipotesi di crimini di guerra.
La risposta di Teheran
Sono proseguiti tutta la notte anche i lanci di droni iraniani verso i Paesi del Golfo: colpita l’ambasciata degli Stati Uniti a Riyad, in Arabia Saudita, episodio per il quale il presidente statunitense, Donald Trump, ha minacciato un’adeguata risposta. Chiusa, dunque, in via preventiva anche l’ambasciata USa in Kuwait, mentre nuove esplosioni sono state avvertite in Qatar, Bahrein, e negli Emirati Arabi Uniti, dove è andato a fuoco un deposito di carburante. Il governo iraniano, tuttavia, ha affermato di non nutrire “alcuna ostilità” nei confronti dei suoi vicini.
“Non sarà una guerra senza fine”
E mentre Israele ha dispiegato i suoi soldati anche sul territorio del Libano - dove l’esercito regolare si è ritirato dalle proprie basi - Trump per ora non prevederebbe di fare lo stesso sul suolo iraniano, sebbene si tratti di un’ipotesi non del tutto esclusa, qualora a Washington lo si ritenesse necessario. Sulla durata del conflitto, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, assicura che non si trasformerà in una guerra senza fine, ma durerà finché non saranno create le condizioni necessarie affinché il popolo iraniano possa formare un governo democraticamente eletto. Mentre gli Usa, che contano già sei soldati uccisi nelle operazioni, dichiarano di essere pronti anche a una guerra lunga che potrebbe durare qualche mese e che, a loro avviso, non si riproporranno i problemi avuti in passato in Iraq e Afghanistan.
La minaccia nucleare alla base dell’operazione
Sulla tempistica dell'avvio dell’operazione, Netanyahu ha rivelato che i programmi nucleari iraniani stavano per diventare “intoccabili”: “Se non fossimo intervenuti ora, in futuro non ce ne sarebbe più stata la possibilità”, ha dichiarato. Dall’altra parte, il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha risposto che non è mai esistita alcuna “minaccia iraniana” e ha accusato gli Usa di aver attaccato per conto di Israele, ribadendo la propria posizione di rifiuto di qualsiasi negoziato con Washington.
Gli appelli alla pace
Continuano, infine, anche gli appelli alla pace nella comunità internazionale: in una nota congiunta dopo aver parlato in un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e l’omologo saudita, Faisal bin Farhan, hanno chiesto l’immediata cessazione delle ostilità, riconoscendo “le conseguenze imprevedibili che l’escalation senza precedenti del conflitto potrebbe avere per l’intera regione”.
(ultimo aggiornamento ore 19:10)
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