Camerun, peggiora la crisi alimentare "invisibile"
Lorenzo Frillici – Città del Vaticano
Oltre 3 milioni di camerunensi si trovano in condizione di insicurezza alimentare, soprattutto nel nord e nell’est del Paese. E' quanto emerge da uno studio della Federazione internazionale della Croce Rossa (Ifrc) e della Croce rossa camerunense. “Il Camerun sta affrontando una crisi alimentare silenziosa. Le famiglie stanno facendo ciò che possono solo per sopravvivere. La crisi non finisce sui giornali, ma per milioni di persone è la realtà di tutti i giorni”, dichiara Adesh Tripathee, direttore della delegazione Ifrc nella capitale Yaoundé.
L'impatto sulle famiglie
Nelle regioni più colpite dalla crisi oltre l'60% delle famiglie sta affrontando gravi carenze alimentari, cercando di sopravvivere nei modi più estremi: vendendo bestiame e utensili per l’agricoltura, rinunciando ai pasti e indebitandosi pesantemente, diventando così ancora più fragili di fronte alla crisi. E nonostante ciò, le scorte di cibo per una singola famiglia non arrivano neanche a un mese. Secondo la Croce rossa, solo il 5% delle famiglie incluse nella rilevazione avrebbe ancora la capacità di sopportare un altro shock alimentare, spesso dovuto a fattori quali eventi climatici imprevedibili, conflitti locali o aumenti dei prezzi degli alimenti. Di fronte alla crisi la Croce rossa camerunense, con il supporto dell’Ifrc, ha avviato numerosi programmi di aiuto concreto alla popolazione: assistenza economica, supporto alimentare, acqua pulita e programmi di ripresa agricola nelle comunità più colpite. Tuttavia, avverte la Croce rossa, le risorse a disposizione sono insufficienti rispetto ai bisogni da soddisfare.
Bambini a rischio
Le statistiche più critiche dello studio condotto riguardano i bambini camerunensi, i più fragili di fronte a una crisi di questa portata. Ben 8 bambini su 10 soffrono la fame e sono a rischio di malnutrizione acuta, mentre la crisi si aggrava. “La situazione sta peggiorando rapidamente”, spiega Cécile Mfoumou, direttrice della Croce rossa camerunense: “Le famiglie stanno esaurendo le strategie di sopravvivenza disponibili. È necessario supporto immediato per impedire ulteriori sofferenze”. Nel frattempo, si prevede che il clima peggiori la crisi alimentare con largo anticipo rispetto al normale: si avvicina infatti la stagione di magra in Camerun, il periodo dell’anno tra la semina e il raccolto, quando la disponibilità di cibo è al minimo. Solitamente tale stagione inizia a giugno, mentre quest’anno è attesa già ad aprile, a causa sia della riduzione delle scorte alimentari, sia delle alluvioni e delle piogge irregolari, che hanno ridotto i raccolti. Al fattore climatico si somma poi quello migratorio: le continue violenze di Boko Haram e i conflitti separatisti hanno prodotto infatti oltre 500.000 sfollati interni. I prezzi dei beni alimentari in rapido aumento, al contempo, pongono il cibo al di fuori della portata della maggior parte delle famiglie, minacciando la sopravvivenza di milioni di persone.
La visita di Papa Leone XIV
Il Camerun, dal 15 al 18 aprile, sarà una delle tappe del viaggio apostolico in Africa di Papa Leone. Il presidente dei vescovi camerunensi, l'arcivescovo Andrew Nkéa, in un’intervista con i media vaticani ha ricordato come il Papa non si recherà in Camerun “come politico o semplicemente come capo di Stato, ma prima di tutto come pastore, come uomo di Dio”, e segnatamente come “ambasciatore di pace e di riconciliazione”. Il presule ha sottolineato la grandezza del gesto del Papa, che “ha deciso di venire anche se la situazione è ancora instabile. Per questo siamo così felici”.
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