Elezioni in Danimarca, premier riconfermata ma senza maggioranza
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Non sono bastate le mire territoriali del presidente statunitense Trump sulla Groenlandia: a giocare nella tornata elettorale di ieri in Danimarca anche temi quali il welfare, l’ambiente, le condizioni degli animali negli allevamenti e la pressione fiscale. Il risultato è che la coalizione di sinistra ha vinto ottenendo 84 seggi su 179 – la peggiore performance dal 1903 – e senza maggioranza dovrà formare un governo di coalizione.
La paura per la sorte della Groenlandia
“Pronta ad assumere nuovamente il ruolo di primo ministro”, ha commentato comunque Frederiksen, ammettendo di aspettarsi un calo dei consensi dal momento che si presentava per la terza volta, dichiarando poi di essere dispiaciuta “di non aver ottenuto più voti”. Non ha premiato, quindi, la decisione di ricorrere alle elezioni anticipate sull’onda della diffusione dell’anti-trumpismo seguita alle minacce del presidente Usa alla Groenlandia: la coalizione di sinistra non ha comunque ottenuto abbastanza preferenze per governare da sola in quello che potrebbe essere l’esecutivo più importante di sempre nella storia dell’isola groenlandese.
I risultati nel dettaglio
In calo anche lo schieramento di destra che ottiene 77 seggi, a fare da ago della bilancia nella formazione di un nuovo governo di coalizione saranno, dunque, i moderati con i loro 14 seggi ottenuti. Gli unici partiti ad avanzare, all’interno di entrambi i blocchi, sono quelli più estremi.
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