Colonne di fumo si alzano nei cieli di Teheran dopo un attacco isaelo-statunitense Colonne di fumo si alzano nei cieli di Teheran dopo un attacco isaelo-statunitense 

Intesa in Iran sul successore di Khamenei mentre i raid colpiscono i siti petroliferi

Colonne di fumo s’innalzano nei cieli di Teheran dopo intensi attacchi israelo-statunitensi sulle strutture petrolifere della capitale iraniana. Allarme per il rischio di immissione di composti tossici nell’aria. Intanto l’Assemblea degli esperti della Repubblica islamica ha fatto sapere che è stato scelto “il candidato più idoneo” alla successione della guida suprema, senza però fornire ulteriori dettagli

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Cresce d’intensità l’escalation in Medio Oriente. Teheran nelle ultime ore è stata avvolta da un’enorme nube di fumo, dopo intensi attacchi isaelo-statunitensi sulle strutture petrolifere. L’agenzia di stampa Fars ha riferito che i raid hanno colpito diversi impianti di stoccaggio di greggio e un centro di trasferimento della produzione petrolifera nella capitale e ad Alborz, uccidendo quattro persone. I bombardamenti - che per la prima volta avrebbero preso di mira un impianto industriale civile - hanno provocato colonne di fuoco, già da stanotte.

Subito dopo la Mezzaluna rossa iraniana ha avvertito i cittadini di Teheran del rischio di immissione di composti tossici nell’aria, proprio a causa dell’esplosione dei depositi di petrolio. «Si potrebbero verificare pericolose piogge acide», che in parte hanno già iniziato a interessare la città, è stato annunciato. La Protezione civile locale ha invitato la popolazione a rimanere in casa.

Colpita pure la provincia di Isfahan, da dove i media iraniani riportano almeno 11 vittime. Un bilancio aggiornato, diffuso dal ministero della Sanità di Teheran, parla di oltre 1.200 morti e più di 10.000 feriti dall’inizio degli attacchi sulla Repubblica islamica, il 28 febbraio, quando è stata uccisa anche la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei.

Scelto il successore di Khamenei

A tal proposito, l’Assemblea degli Esperti della Repubblica islamica, attraverso uno dei suoi membri, l’ayatollah Mohsen Heydari, citato dall'agenzia di stampa Isna, ha fatto sapere che «il candidato più idoneo» alla successione è stato scelto. Il nome, ha poi specificato un altro membro, Mohammad Mehdi Mirbagheri, in un video trasmesso dall'agenzia di stampa Fars, «riflette l'opinione della maggioranza» dell’organismo. Al momento però non è stato dato alcun annuncio ufficiale.

Giorni fa, il presidente statunitense Donald Trump, di fronte alle notizie che indicavano il figlio di Khamenei, Mojtaba, come nuova guida suprema iraniana, aveva definito la scelta «inaccettabile». Secondo media israeliani, proprio il secondogenito di Khamenei, sarebbe stato ferito in uno degli ultimi bombardamenti.

Trump: guerra andrà avanti

Da parte sua Trump ha avvertito che «la guerra andrà avanti ancora per un po’», senza pronunciarsi su un eventuale impiego di forze di terra. Riguardo a un coinvolgimento di gruppi regionali nel conflitto, ha però chiarito: «Non voglio che i curdi entrino».

Il fronte libanese e le tensioni nella regione

Sul fronte libanese intanto sono proseguiti gli attacchi israeliani. Uno di questi ha colpito un hotel nel centro di Beirut, uccidendo almeno quattro persone e ferendone 10, ha fatto sapere il ministero della Salute di Beirut. L’esercito israeliano (Idf) poco prima aveva annunciato di aver lanciato una nuova «ondata» di bombardamenti contro postazioni della milizia filo-iraniana Hezbollah alla periferia meridionale della capitale libanese. Nel sud del Paese dei cedri inoltre, secondo media locali, un altro raid avrebbe ucciso almeno 19 persone, tra cui alcuni bambini, nella località di Sir el Gharbiyeh.

In Israele, al contempo, udite forti esplosioni a Tel Aviv, dopo che l'Idf aveva segnalato lanci di missili dall'Iran e attivato i sistemi di difesa aerea.

Ancora tensione inoltre nello stretto di Hormuz. Ieri l’Iran ha fatto sapere che è aperto per «tutte le navi» ma quelle «degli Stati Uniti e di Israele - ha minacciato - saranno prese di mira dalle forze armate» di Teheran. Stamani un rimorchiatore battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti è affondato, dopo un'esplosione. Tre membri indonesiani dell’equipaggio risultano al momento dispersi. Un altro, ferito e con ustioni, è stato trasportato in un ospedale in Oman.

Allarme pure a Kuwait City, dove un enorme incendio ha avvolto una torre della città in seguito ad attacchi di droni nelle prime ore di oggi. Colpito da velivoli senza pilota pure l’aeroporto internazionale. Poco prima i Guardiani della rivoluzione iraniani avevano rivendicato un attacco alla base aerea di Al-Adiri, sempre in Kuwait.

Un alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti, citato da «The Jerusalem Post», ha poi negato che il proprio Paese sia stato coinvolto per la prima volta in un attacco diretto contro l’Iran. In precedenza l’agenzia di stampa israeliana “i24News” aveva diffuso la notizia circa un raid al riguardo contro un impianto di desalinizzazione iraniano.

Esplosione a Oslo

Massima allerta in queste ore anche in Norvegia, dopo l’esplosione di stanotte a Oslo. Un ordigno ha causato «lievi danni materiali» a uno degli ingressi dell'ambasciata statunitense: non ci sono feriti, ha precisato la polizia della capitale norvegese, che continua ad indagare sull’accaduto.

Ultimo aggiornamento: domenica 8 marzo 2026, ore 13.50

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08 marzo 2026, 11:56