Raid di Israele nel sud del Libano Raid di Israele nel sud del Libano 

L'Iran pone sei condizioni per la fine della guerra. Massiccia offensiva dell'Idf sul Libano

Fare sì che il conflitto cessi e non si ripeta più e attuare un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz sono tra i punti che le Guardie della Rivoluzione iraniane pongono come basi per lo stop dei bombardamenti. Nel Paese dei Cedri un’ondata estesa di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah da parte di Israele. In Iraq preso di mira l’aeroporto internazionale di Baghdad

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

Dopo una notte di raid e rivendicazioni, stamattina l’annuncio da Teheran: “porremo fine alla guerra con Usa e Israele a patto che si verifichino sei condizioni”. Prima e più necessaria, la garanzia che il conflitto non si ripeta. Poi la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, il pagamento di un risarcimento all'Iran, la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran, l’attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e il perseguimento penale e l’estradizione degli operatori dei media anti-iraniani. A dettare le condizioni, come riferisce l’agenzia Tasnim, sono stati i Pasdaran.

Trump: riaprire entro 48 ore lo Stretto di Hormuz

L'esercito iraniano ha poi annunciato che prenderà di mira le strutture energetiche e gli impianti di desalinizzazione dell'acqua nella regione se Donald Trump metterà in pratica le minacce di distruggere le centrali elettriche del Paese.  Il Capo della Casa Bianca aveva infatti affidato al suo social, Truth, l’ultimatum verso il regime: “Se l'Iran non aprirà completamente, senza minacce, lo Stretto di Hormuz entro 48 ore da questo preciso istante, gli Stati Uniti colpiranno e annienteranno le loro varie centrali elettriche, iniziando dalla più grande!". Trump aveva aggiunto: “Teheran vuole stringere l'accordo, io no! Non ha spessore e sostiene che io non abbia raggiunto i miei obiettivi", ha attaccato il presidente ribadendo che "con settimane di anticipo sulla tabella di marcia, la loro leadership è stata annientata, la loro Marina e la loro aviazione sono fuori combattimento, e non hanno assolutamente alcuna difesa".  Il premier israeliano Netanyahu in visita ad Arad ha invece ribadito la pericolosità del regime per il mondo intero: "Hanno lanciato un missile balistico intercontinentale contro Diego Garcia - ha detto -. Si tratta di una gittata di 4.000 chilometri. L'ho sempre detto. Ora hanno la capacità di raggiungere zone profonde dell'Europa" persino Roma e Parigi.  Intanto l’Iran ha rivendicato l'attacco di ieri sera alla città israeliana di Dimona che ospita un centro di ricerca nucleare e che ha causato decine di feriti, tra cui un ragazzino. I raid sarebbero stati una "risposta" all'attacco "nemico" al sito nucleare iraniano di Natanz, secondo la tv di Stato iraniana.

Nuova offensiva sul Libano

Precipita la situazione in Libano, l’Idf ha comunicato di aver avviato un’ondata "estesa" di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nel sud del Paese, da cui oltre un milione di civili è in fuga. Come riporta Times of Israel, gli attacchi giungono dopo ripetuti allarmi relativi alla presenza di droni nelle città del nord. In mattinata, un attacco missilistico contro un kibbutz vicino al confine, ha ucciso un agricoltore e ferito alcuni civili. Morti anche 9 membri della milizia sciita in un raid nel sud, tra cui il terrorista Abu Khalil Barji, comandante delle forze speciali della Radwan Force di Hezbollah e un funzionario di Hamas, Walid Muhammad Dib, che secondo la nota delle forze armate israeliane, era responsabile del trasferimento di fondi alle reti del gruppo terrorista in Cisgiordania, Libano e altrove, nonché del reclutamento di nuovi membri. L' esercito di Israele ha colpito inoltre un ponte strategico nel Libano meridionale, principale punto di attraversamento che collega le città libanesi meridionali di Tiro e Sidone. Il ponte si trovava nei pressi di un posto di blocco dell'esercito libanese e di una postazione delle forze di pace dell'Onu. L'azione fa seguito alle minacce del ministro della Difesa Israel Katz, secondo cui tutti i ponti utilizzati per "attività terroristiche" sarebbero stati distrutti per impedire il movimento di armi e personale da parte di Hezbollah. 

Raid anche in Iraq

Sul fronte iracheno otto attacchi notturni hanno preso di mira un centro diplomatico e logistico statunitense all’aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riferisce un funzionario della sicurezza iracheno precisando che gli attacchi "sferrati fino all'alba con razzi e droni, hanno danneggiato il centro americano".  Una fonte della polizia ha riferito che è stato rinvenuto un lanciarazzi in un quartiere di Baghdad vicino all'aeroporto.

 

 

 

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22 marzo 2026, 15:15