Danni provocati dai bombardamenti su Teheran Danni provocati dai bombardamenti su Teheran

Attacco all’Iran, il fronte si amplia. Cipro nel mirino dei droni

Trump parla delle operazioni militari e non esclude l’invio di soldati sul terreno. In 48 ore Israele-Usa hanno sganciato 3.800 bombe sulla Repubblica islamica. Nuove esplosioni vicino a impianti nucleari di Isfahan. Irritazione di Cipro verso Londra dopo l’attacco subito dai droni di Hezbollah

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

Attacchi contro Teheran e Gerusalemme. Più di trenta i morti a Beirut: e il governo libanese per la prima volta vieta operazioni militari a Hezbollah. Larijani: “Pronti a una lunga guerra”. La Repubblica islamica porta avanti la rappresaglia contro i Paesi ostili: esplosioni udite in tutto il Golfo, colpita l'Arabia Saudita e anche un aeroporto britannico a Cipro. Tre F15 americani abbattuti per errore dal Kuwait. Nel frattempo Regno Unito, Francia e Germania si sono dette “pronte a azioni difensive”.

Le dichiarazioni di Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito con forza la linea dura contro Teheran, definendo l’Iran una “minaccia colossale” non solo per il Medio Oriente ma anche per l’America. Nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca il presidente USA ha spiegato di aver deciso di colpire dopo i colloqui di giovedì a Ginevra: “Abbiamo negoziato seriamente, poi si sono ritirati”. Il presidente ha sostenuto che missili a lungo raggio e arma nucleare renderebbero l’Iran una “minaccia intollerabile”, capace di raggiungere anche il territorio statunitense. Ha inoltre affermato che negli attacchi sarebbero stati eliminati 49 leader del regime, al punto che “non si sa più chi guida il Paese”.

Le operazioni militari vanno avanti

Trump non esclude l’invio di truppe di terra: “Probabilmente non ne abbiamo bisogno, ma ci saranno se necessario”. E ha annunciato che l’operazione “Epic Fury” è in anticipo sui tempi previsti. “Li stiamo massacrando. La grande ondata deve ancora arrivare”, ha dichiarato in un’intervista televisiva. Nonostante le tensioni, il presidente ha detto di non temere attentati iraniani sul suolo americano. Intanto si aggrava il bilancio delle perdite statunitensi: secondo il Comando centrale Usa, cinque militari americani sono morti in un attacco in Kuwait e 18 risultano gravemente feriti. Il capo degli Stati maggiori congiunti, il generale Dan Caine, ha avvertito che gli Stati Uniti prevedono “ulteriori perdite”.

Isfahan e Beirut sotto attacco

Sul terreno il conflitto si intensifica. Forti esplosioni sono state udite nei pressi di un impianto nucleare e di una base aerea nella città iraniana di Isfahan. Le Forze di difesa israeliane (Idf) ritengono che l’operazione durerà almeno una settimana e non escludono di colpire direttamente i siti nucleari. In Libano, il comandante delle Brigate al-Quds della Jihad Islamica è stato ucciso in un raid israeliano alla periferia sud di Beirut, secondo gli ultimi bilanci i bombardamenti hanno fatto almeno 52 morti e più di 150 feriti, i profughi in fuga dai centri abitati sono quasi 30mila.


Gran Bretagna, Francia, Germania e il caso Cipro

Regno Unito, Francia e Germania si sono dette “pronte ad azioni difensive”. Ma Londra ha negato un coinvolgimento diretto nei raid. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato in Parlamento che i bombardieri americani non usano la base britannica a Cipro per colpire l’Iran e che le installazioni del Regno Unito sono disponibili solo per missioni difensive. Nonostante ciò, la base di Akrotiri a Cipro è finita nel mirino di raid e droni, probabilmente lanciati da Hezbollah. Il governo cipriota ha chiesto “garanzie” affinché la base sia utilizzata esclusivamente per scopi umanitari, mostrando irritazione verso Londra. Intanto il Qatar ha annunciato di aver abbattuto due jet Su-24 provenienti dall’Iran e intercettato sette missili balistici e cinque droni.

La controffensiva di Teheran

Il governo iraniano ha invitato la popolazione a scendere in piazza a sostegno della Repubblica islamica e della Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso nei raid di sabato. Oggi è morta anche la moglie, Mansoureh Khojasteh, rimasta ferita nell’attacco. Esplosioni sono state udite in tutto il Golfo: colpita l’Arabia Saudita e un aeroporto britannico a Cipro. Washington ha annunciato l’arrivo di nuove forze nella regione, inclusi migliaia di militari, centinaia di caccia e due gruppi portaerei.

Il rientro degli studenti italiani dal Golfo

Sul fronte italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato il rientro di circa 200 studenti minorenni italiani da Dubai. Su richiesta della Farnesina, le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano. Intanto un primo charter con 127 italiani, bloccati in Oman o trasferiti da Dubai, è già partito da Mascate verso l’Italia. Tajani ha sottolineato come i danni alla base britannica di Cipro dimostrino che “nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili e arma atomica”.

Pericolo allargamento del conflitto

L’escalation nel Golfo appare ormai aperta e prolungata. Mentre Washington promette nuove ondate di attacchi e Israele prepara un’operazione di almeno una settimana, cresce il rischio di un conflitto regionale su larga scala, con ripercussioni dirette anche sull’Europa.

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02 marzo 2026, 18:41