2025.03.26 carceri israeliane

Israele, avanza il controverso disegno di legge sulla pena di morte

In un tempo in cui l'attenzione mediatica a livello internazionale è concentrata sulla guerra in Iran e in Libano, la Knesset ha votato martedì il provvedimento che introdurrebbe la pena capitale per i detenuti palestinesi condannati per terrorismo. Intanto crescono le preoccupazioni per le condizioni dei prigionieri

Beatrice Guarrera - Città del Vaticano

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla guerra in corso in Iran e in Libano, in Israele martedì sera la Commissione per la Sicurezza nazionale della Knesset ha votato a favore del controverso disegno di legge della coalizione di governo che prevede la pena di morte per i prigionieri palestinesi condannati per terrorismo. La votazione si è svolta dopo una lunga sessione parlamentare a cui ha partecipato anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il cui collega del partito di estrema destra Otzma Yehudit, il deputato Limor Son Har-Melech, ha promosso la legge. Secondo un comunicato dello stesso partito, il disegno di legge dovrebbe passare la prossima settimana alla seconda e terza lettura alla Knesset, necessarie all’approvazione definitiva.

Il rischio di violazioni delle garanzie previste dal diritto internazionale

Secondo il disegno di legge, i condannati a morte dovrebbero essere detenuti in una struttura separata, senza visite da parte di personale autorizzato, mentre le consultazioni legali sarebbero previste esclusivamente tramite collegamento video. Entro 90 giorni dalla sentenza dovrebbero poi svolgersi le esecuzioni, che secondo alcuni analisti risulterebbe in grave violazione delle limitazioni e delle garanzie previste dal diritto internazionale. In Israele la pena di morte è stata applicata solo due volte nei confronti di detenuti condannati, l’ultima nel 1962 per il noto criminale di guerra nazista Adolf Eichmann.

Condanna dell'Unione europea e delle Nazioni Unite

In una nota diffusa martedì 24 marzo, il servizio diplomatico dell’Unione europea ha condannato il disegno di legge, affermando: «La pena di morte è una violazione del diritto alla vita e non può essere eseguita senza violare il diritto assoluto di essere liberi dalla tortura e da altri maltrattamenti». Il provvedimento rappresenterebbe, inoltre, un passo indietro rispetto agli impegni assunti da Israele dal 2007 circa le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che chiedono una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena di morte. A febbraio anche gli esperti delle Nazioni Unite hanno esortato Israele a ritirare il disegno di legge, affermando che «discriminerebbe i palestinesi nei territori palestinesi occupati». Le organizzazioni a supporto dei prigionieri hanno lanciato un urgente appello per fermare la legge sulla pena capitale dei prigionieri «prima che sia troppo tardi». 

Preoccupanti condizioni dei detenuti palestinesi

Delle preoccupanti condizioni dei detenuti palestinesi nelle carceri si è parlato in questi giorni anche alle Nazioni Unite, in seguito alla presentazione di un rapporto che parla di un uso sistematico di torture. Le stesse presunte violazioni dei diritti umani sono state documentate a più riprese da ong come l’israeliana B’Tselem che ha rilasciato a gennaio un durissimo rapporto, ricco di testimonianze circa le condizioni carcerarie in cui versano i prigionieri palestinesi, da nord a sud. Secondo l’ong, negli ultimi due anni, 84 palestinesi identificati, tra cui un minore, sono morti a causa delle condizioni carcerarie, indicando inoltre che «circa 9.446 palestinesi sono detenuti nelle carceri israeliane, di cui 4.691 di loro sono in detenzione amministrativa, imprigionati senza accusa, processo o possibilità di difendersi».

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26 marzo 2026, 14:32