Le conseguenze dei raid russi di ieri nel centro di Leopoli Le conseguenze dei raid russi di ieri nel centro di Leopoli   (ANSA)

Attacchi sull'Ucraina occidentale, colpita la città di Leopoli

Circa mille droni lanciati ieri sulla parte del Paese più lontana dalla linea del fronte. Almeno 22 feriti e danni al complesso del monastero dei Bernardini. Due morti nell'attacco al reparto maternità di un ospedale a Ivano-Frankivsk. L'arcivescovo di Lviv degli ucraini ai media vaticani: "Speriamo che durante questa Pasqua Cristo Risorto doni pace alla nostra terra"

Valerio Palombaro - Città del Vaticano

Registra una nuova fiammata la guerra in Ucraina, mentre sembra purtroppo consolidarsi l’ennesimo “cortocircuito” sui negoziati di pace favorito anche dal conflitto in Medio Oriente, con gli attacchi russi che colpiscono pesantemente la parte occidentale del Paese, quella più lontana dal fronte, compresa la città di Leopoli, mentre droni cadono persino in Lettonia ed Estonia.

Droni sul territorio di due Paesi Nato

Il ministero della Difesa di Riga ha comunicato stamane che un drone si è schiantato al suolo in territorio lettone, nell’area di Kraslava. Dalle prime ricostruzioni dell’accaduto, fornite alla stampa dal premier Evika Silina, potrebbe trattarsi di un drone ucraino caduto erroneamente nel territorio lettone. Poco prima, come riferito dall’emittente pubblica Err, un drone è entrato nello spazio aereo dell’Estonia andando a colpire una ciminiera della centrale elettrica di Auvere. Sebbene non siano stati registrati né feriti né danni significativi, lo schianto di questi droni sul territorio di due Paesi del fianco orientale della Nato è un segnale allarmante sull’andamento della guerra che prosegue da oltre quattro anni con il suo carico di morte e distruzione.

Nessun luogo è al sicuro

Questi episodi seguono i pesanti attacchi russi della giornata di ieri, quando nel pomeriggio sono state danneggiate, tra l’altro, infrastrutture energetiche nella regione occidentale di Ternopil.  Un forte attacco ha scosso anche Leopoli. Come dichiarato dal sindaco, Andriy Sadovyi, ci sono stati 22 feriti e sono stati danneggiati il complesso del monastero dei Bernardini, sito protetto dall’Unesco nel centro città, e un edificio residenziale. Del complesso dei Bernardini fa parte anche la chiesa greco-cattolica di Sant’Andrea, risalente al XVII secolo. Danneggiata dai raid anche la vicina chiesa di Santa Maria Maddalena, gestita dai missionari Oblati di Maria Immacolata.

Le parole dell'arcivescovo di Lviv

«I droni caduti ieri a Leopoli ci fanno ricordare che la guerra ancora continua», dichiara ai media vaticani l’arcivescovo di Lviv degli Ucraini, monsignor Mieczysław Mokrzycki. «Grazie a Dio non sono morte persone, ci sono stati solo feriti e sono stati distrutti alcuni palazzi che possono essere ricostruiti», riprende il presule, secondo cui questi raid possono rafforzare la convinzione della gente nella preghiera per la pace e «ci fa ricordare tutti quelli che ogni giorno hanno la vita segnata da bombardamenti» o coloro che hanno perso le persone care a causa della guerra. «Ringraziamo tutta la Chiesa, in particolare quella italiana, per la vicinanza spirituale e umanitaria — conclude l’arcivescovo — speriamo che durante questa Pasqua Cristo Risorto doni pace alla nostra terra».

Colpito un ospedale a Ivano-Frankivsk

E a Ivano-Frankivsk l’esercito di Mosca ha tentato di attaccare con un drone uno degli edifici amministrativi. L'onda d’urto ha fatto saltare le finestre delle case, comprese quelle del vicino reparto maternità dell'ospedale, dove sono morti un uomo e sua figlia di 15 anni. «L’amministrazione dell’ospedale ha agito tempestivamente e le pazienti sono state trasferite nei rifugi, evitando così conseguenze ancora più gravi», commenta al telefono dei media vaticani il sacerdote greco-cattolico don Ruslan Pyasta, cappellano medico del Centro perinatale di Ivano-Frankivsk. «Nell’attacco – precisa - hanno perso la vita il marito e la figlia quindicenne di una paziente che ha partorito un bambino qualche giorno fa. Loro erano venuti a trovarla nel Centro perinatale regionale». Oggi, alle 14:00 ora locale, si è svolta la tradizionale preghiera davanti al Centro perinatale in occasione della festa dell’Annunciazione, come ringraziamento per il dono della vita, anche se quest’anno è stata segnata da questo tragico raid. «Questo luogo, che dovrebbe essere sacro e custodire la nascita della vita, è stato attaccato», afferma don Ruslan, dicendosi grato nei confronti dei genitori «che, nonostante questi tempi difficili, accolgono la vita e mettono al mondo dei figli». L’attacco di ieri, secondo il sacerdote, ricorda che purtroppo in Ucraina non esiste un luogo completamente sicuro: «Spesso si parla di statistiche, ma non vorremmo che le persone fossero ridotte a semplici dati. Ogni vita è preziosa e importante, non solo per il nostro popolo, ma per il mondo intero». 

Stallo sulla via della pace

«L’ampiezza di questo attacco mostra chiaramente che la Russia non ha alcuna intenzione di mettere davvero fine a questa guerra», ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. La guerra è infatti proseguita intensamente tutta la notte: il ministero della Difesa di Mosca ha riferito che sono stati abbattuti 389 droni ucraini; mentre un raid ha centrato l’hub per l’export di petrolio e fertilizzanti di Ust-Luga, nel Mar Baltico, nella regione russa di Leningrado, vicino al confine con l’Estonia. Le forze russe, d’altra parte, dopo i quasi mille droni che hanno colpito ieri l’Ucraina hanno continuato gli attacchi su varie regioni. Da Washington, intanto, Trump ha auspicato che Zelensky e Putin possano trovare un accordo sulla pace prima delle elezioni di Midterm previste a novembre.

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25 marzo 2026, 13:13