Bambini di fronte a un palazzo distrutto a Sana'a Bambini di fronte a un palazzo distrutto a Sana'a  (AFP or licensors)

Yemen, i bambini sono le prime vittime delle armi esplosive

Nonostante la tregua, Save the Children denuncia che dall'aprile 2022 quasi 1.200 minori sono rimasti uccisi o feriti a causa della guerra. Circa la metà di queste morti sono causate da mine antiuomo e altri esplosivi

Davide Dionisi - Città del Vaticano

Cessazione immediata delle ostilità, stop all’uso di armi esplosive nelle aree popolate e investimenti nell’assistenza alle vittime e nelle iniziative di educazione ai rischi. Sono queste le richieste di Save the Children per lo Yemen a seguito della pubblicazione dei dati drammatici del Civilian Impact Monitoring Project: nonostante la tregua, dall'aprile 2022 quasi 1.200 minori uccisi o feriti a causa del conflitto che si trascina da oltre dieci anni nel Paese della Penisola arabica di cui circa la metà causati da mine antiuomo e altri esplosivi. A questo si aggiunge che 22,3 milioni di persone, tra cui 12,2 milioni di bambini nel Paese hanno attualmente bisogno di aiuti. 

La tregua e i rischi derivanti dalla guerra in Medio Oriente

Per non parlare del conflitto in Medio Oriente che sta ulteriormente aggravando la crisi umanitaria. «A quattro anni dalla tregua mediata dalle Nazioni Unite, le mine antiuomo e gli ordigni inesplosi continuano a uccidere e ferire silenziosamente i bambini in tutto lo Yemen», spiega Rishana Haniffa, direttrice di Save the Children in Yemen. «Oggi, quasi la metà di tutte le vittime tra i bambini è causata da ordigni esplosivi nascosti. Le armi esplosive, come le mine antiuomo, uccidono e mutilano i bambini indiscriminatamente, provocando lesioni permanenti. Questi dati ci ricordano che, al di là delle linee del fronte, la guerra contro i bambini continua nelle loro case, nelle scuole e nelle aree in cui giocano e in cui aiutano le loro famiglie a coltivare la terra. In un contesto di crescenti tensioni regionali, esiste il rischio concreto di innescare un conflitto più ampio in Yemen e nel Mar Rosso, che potrebbe vanificare i progressi faticosamente raggiunti negli ultimi quattro anni nella riduzione della violenza armata nel Paese, esponendo i bambini a pericoli ancora maggiori», sottolinea Rishana Haniffa.

Vittime innocenti della violenza

Il report evidenzia, inoltre, che i minori hanno una probabilità tre volte maggiore rispetto agli adulti di essere uccisi o feriti da residui esplosivi in Yemen a causa della mancanza di consapevolezza del rischio mine e della maggiore esposizione mentre sono impegnati in lavori, come la cura del bestiame e la raccolta di legna da ardere, alcuni pericolosi come l’edilizia e la raccolta di rottami metallici. Il recente peggioramento della crisi umanitaria è dovuto anche a seguito della rimozione da parte dei ribelli Houthi delle apparecchiature di telecomunicazione essenziali appartenenti alle Nazioni Unite. Il coordinatore umanitario e residente delle Nazioni Unite per lo Yemen, Julien Harneis, ha precisato che gli Houthi sono entrati lo scorso 30 gennaio in almeno sei uffici delle Nazioni Unite privi di personale nella capitale Sana’a e hanno portato via apparecchiature per le telecomunicazioni e diversi veicoli in una località sconosciuta. Save the Children opera in Yemen dal 1963. La protezione dell’infanzia rimane al centro dei suoi programmi, che includono cure e assistenza specializzate per i bambini feriti da armi esplosive, tra cui mine antiuomo e residui bellici esplosivi. Dal 2022 ha sostenuto 709 minori che hanno subito lesioni da esplosione, di cui 199 feriti da mine antiuomo e ordigni inesplosi.

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01 aprile 2026, 10:37