Attesa per la risposta dell'Iran alla bozza d’intesa Usa
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Secondo i media statunitensi, l'Iran risponderà oggi alla bozza d'intesa di Washington che nei giorni scorsi ha dichiarato fosse in via di valutazione, o comunque entro il viaggio del presidente Trump in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio prossimi. La bozza in discussione si compone di 14 punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro per negoziati più dettagliati. Fiducioso il presidente Trump: “Teheran finirà per accettare le nostre condizioni – ha detto – otterremo l’uranio arricchito”.
I punti critici
Il piano prevede l'impegno di Teheran a una moratoria sul nucleare, l'ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati, oltre all'apertura dello Stretto di Hormuz, dove da martedì sera gli Stati Uniti hanno annunciato una breve sospensione dell’operazione di scorta delle navi nell’area, denominata “Project Freedom”.
La visita di Aragchi in Cina
Alcune clausole della bozza statunitense sono "inaccettabili", per il governo iraniano che, però, potrebbe ammorbidirsi grazie alla missione in corso del ministro degli Esteri di Teheran Aragchi a Pechino, durante la quale il suo omologo cinese Wang Yi avrebbe sottolineato “l’estrema urgenza” di una cessazione completa delle ostilità.
La questione della nave sudcoreana
L’Iran, inoltre, oggi ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’esplosione avvenuta a bordo di una nave mercantile battente bandiera sudcoreana lunedì scorso nello Stretto di Hormuz che ha riportato diversi danni.
La situazione in Libano
Sul fronte libanese della guerra in Medio Oriente, invece, la pace è tutt’altro che vicina: al contrario, proseguono le operazioni di Israele nella Valle del Bekaa, considerata la roccaforte di Hezbollah, e nei villaggi del sud, dove si contano una decina di morti e una ventina di feriti e si rilevano ingenti danni al patrimonio culturale e religioso del Paese.
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