Al via ad Albano il Festival della Comunicazione della famiglia paolina
Michele Raviart - Città del Vaticano
Cinquanta eventi su tutto il territorio diocesano fino al 30 maggio per sottolineare gli aspetti attuali della comunicazione e le prospettive date dal messaggio di Papa Leone XIV per la 60 esima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che, con il suo tema “Custodire voci e volti umani”, fa da sfondo a tutto il Festival della Comunicazione delle Paoline e Paoline, organizzato quest’anno dalla diocesi suburbicaria di Albano. Giunto alla sua 21 esima edizione, l’evento è stato inaugurato ieri, 11 maggio, nella Sala Consiliare del Comune di Castel Gandolfo, uno dei comuni principale in cui si estende la diocesi. “La nostra diocesi di Albano è per grandezza di numero di popolazione la seconda del Lazio, dopo Roma, con oltre mezzo milione di abitanti”, spiega ai media vaticani il vescovo Vincenzo Viva, ed è divisa in tre fasce: la zona dei Castelli che ha una sua configurazione storica, sociale, culturale, poi una fascia mediana, con i due grandi comuni, soprattutto Aprilia e Pomezia, che sono pieni di giovani, ma anche con problemi sociali e poi abbiamo la cosiddetta fascia del mare, con città come Anzio, Nettuno, Torvaianica che è una frazione di Pomezia. Una diocesi variegata, anche con le sue ferite. Noi abbiamo avuto in pochi anni diversi scioglimenti dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose, viviamo anche noi il tema dello sbando giovanile, quindi della diffusione della droga, la fatica dei genitori, delle giovani famiglie, di educare, di essere oggi punti di riferimento per i ragazzi. Viviamo tante sfide ma abbiamo anche tante bellezze, tanto volontariato, abbiamo dell'arte, della musica, delle associazioni sia ecclesiali che civili che rendono questa diocesi anche molto bella sotto l'aspetto della capacità di comunicare il bene che c'è”.
Un lavoro di equipe
Queste realtà hanno tutte contribuito alla realizzazione del festival. “È stata una preparazione lunga che ci ha aiutato a guardare non solo al festival ma anche a progettare un po' il futuro con un nuovo stile”, spiega ai media vaticani don Alessandro Paone, direttore dell’ufficio delle comunicazioni sociali, Siamo partiti grazie alla famiglia Paolina, formando un'equipe di persone che grazie a loro si è messa subito a guardare il centro del messaggio, ovvero costruire voci e volti umani. Il festival da lì ha preso un po' la via, seguendo la via della bellezza, della conoscenza, dei linguaggi, dell'aggregazione, la via della solidarietà”.
Mantenere l'umano nella comunicazione
Il tema del Messaggio di papa Leone XIV “Custodire voci e volti umani” ha ispirato concretamente il programma della manifestazione, ha spiegato in un comunicato monsignor Viva. Oggi, la svolta digitale nel mondo della comunicazione sta impattando notevolmente sulla vita di ciascuno di noi e anche nella vita ecclesiale: la sfida che ci propone il Papa è quella di governare questa svolta, rendendo umana la comunicazione, custodendo voci e volti, mantenendone il significato antropologico. Il Festival ci porta in questa direzione, e vuole far emergere quanto di umano c’è nella nostra comunicazione e mettere la Chiesa in rapporto con la società. Ecco già un primo frutto di questa manifestazione: far camminare insieme la comunità ecclesiale e quella civile, con il coinvolgimento di scuole, enti, associazioni, facendo emergere le bellezze e le criticità del territorio, anche attraverso quelle voci che spesso non vengono ascoltate e quei volti che non vengono visti".
Una rete in costruzione da oltre 20 anni
Presenti alla presentazione anche i coordinatori Paolini del Festival, don Giuseppe Lacerenza e suor Cristina Beffa, che hanno accompagnato e sostenuto l’organizzazione di tutte le edizioni della manifestazione. "Siamo giunti alla 21 esima edizione del Festival della Comunicazione", ha detto don Giuseppe Lacerenza, "e mi viene in mente l’immagine di una rete, costituita da nodi che sono le Diocesi italiane che, negli anni, l’hanno ospitato: ventuno nodi, ventuno centri vitali, in cui abbiamo assistito a una fioritura di iniziative. Ogni Festival è una sfida, che ci conduce a scoprire l’attualità del messaggio del beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, che già a inizio del ‘900 vedeva come missione la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per cogliere le opportunità evangelizzatrici che in esso ci sono, attraverso i mezzi a disposizione e mettendo al centro la persona, proprio come ci propone quest’anno il Messaggio di papa Leone. L’obiettivo del Festival è proprio mettere al centro l’essere umano, attraverso spazi di incontro, dialogo e formazione”. Nel suo saluto, suor Cristina Beffa ha rimarcato l’attenzione delle comunità parrocchiali nell’organizzazione della manifestazione: "C’è stata una importante la risposta data dalle comunità parrocchiali nella preparazione del Festival", ha affermato", "un fatto che rappresenta una peculiarità di questa edizione e che si trasforma in impegno concreto nelle varie iniziative proposte dal programma".
Il programma
Nei quasi 50 appuntamenti in calendario, sono previsti momenti di preghiera, come le celebrazioni presieduta oggi pomeriggio dal cardinale Tagle per San Pancrazio, e dal cardinale Baggio, il 17 maggio, per i missionari digitali. e veglie di preghiera interreligiose, coinvolgendo in particolare la comunità Sikh, molto presente nel territorio come forza lavoro dell’agricoltura. È stato dato spazio alla dimensione sociale, con eventi dedicati ai pazienti oncologici, in collaborazione con la Asl, e alle persone affette da disturbi mentali. Ci sono eventi culturali, come la mostra dedicata a Giacomo Manzù al Museo Diocesano, o le passeggiate a cura delle associazioni locali. Sono stati organizzati due incontri di formazione dedicati ai giornalisti, con crediti formativi, e ancora concerti, laboratori, mostre fotografiche, come quella dedicate alle persone transgender per sensibilizzare contro l’omotransfobia
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui