Nel sud del Libano continuano gli attacchi israeliani Nel sud del Libano continuano gli attacchi israeliani  (ANSA)

Onu, sempre più instabile la situazione nel sud del Libano

Ancora scontri tra Idf e Hezbollah. Per il presidente libanese Aoun intanto non è il momento di un incontro con il primo ministro israeliano Netanyahu: "Dobbiamo prima raggiungere un accordo di sicurezza e fermare gli attacchi israeliani", ha dichiarato

Giada Aquilino - Città del Vaticano

È sempre più "instabile" la situazione in Libano, in particolare nella zona cuscinetto presidiata dalla missione di pace delle Nazioni Unite (Unifil). Nonostante la tregua, in vigore dal 17 aprile e prorogata fino a metà maggio, a constatare l’aggravarsi delle tensioni nel Paese è l’Onu, che con il portavoce del segretario generale, Stéphane Dujarric, ha reso noto come i caschi blu abbiano "osservato un’intensa attività delle forze israeliane, inclusi estesi bombardamenti aerei vicino a diversi villaggi nel sud, oltre a continue attività navali al largo della costa di Naqoura, nel Libano meridionale". Al contempo, ha aggiunto, nelle stesse zone sono state registrate pure "attività di droni", attribuite a Hezbollah.

Secondo un bilancio del ministero della Salute libanese, riportato dall’emittente britannica Bbc, gli ultimi attacchi israeliani hanno causato 17 morti tra i civili, facendo salire così le vittime da giovedì a 110.

Avvisi di evacuazione e combattimenti

L’esercito israeliano ha intanto emesso ulteriori avvisi di evacuazione per gli abitanti delle città di Jibchit e Sarafand, che si trovano appena a nord del fiume Litani e fuori dalla “linea gialla” tracciata da Israele, preannunciando imminenti raid aerei contro postazioni delle milizie filo-iraniane.

Di fatto l’escalation sul terreno non si ferma: ieri combattimenti tra Hezbollah e forze israeliane per il controllo di un tratto del fiume Litani si sono registrati nell’area di Deir Seryan, nel distretto di Nabatiye. E stamani, sempre nel sud, due presunti membri di Hezbollah sono stati uccisi con un drone esplosivo delle Forze di difesa israeliane (Idf), mentre la milizia filo-iraniana ha rivendicato attacchi contro militari e carri armati israeliani nelle medesime aree.

In un quadro di intensificazione delle operazioni lungo l’asse meridionale del Paese, rilevati inoltre bombardamenti e colpi di artiglieria, oltre che operazioni di demolizione nella zona di 10 km delimitata dalla “linea gialla” e vietata dalle forze israeliane alla stampa e alla popolazione. Nel distretto di Marjayoun, le forze israeliane hanno fatto esplodere e distrutto completamente un istituto tecnico a Qantara.

Per Aoun non è il momento di un incontro con Netanyahu

In tale contesto, il presidente libanese, Joseph Aoun, attraverso una nota del proprio ufficio riportata dai media libanesi, ha dichiarato: “Al momento non è opportuno incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu. Dobbiamo prima raggiungere un accordo di sicurezza e fermare gli attacchi israeliani contro di noi, prima di affrontare la questione di un incontro”. Il presidente Aoun ha aggiunto che nei prossimi giorni si terrà a Washington il terzo incontro tra gli ambasciatori libanese e israeliano, per “accelerare il ritmo dei negoziati”, sostenendo che “non si torna indietro dal percorso negoziale, perché non abbiamo altra opzione davanti a noi”.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

05 maggio 2026, 14:00