I simboli della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa I simboli della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa

L’allarme di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: operatori umanitari nel mirino

Si celebra oggi, 8 maggio, in tutto il mondo la Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Dalle emergenze climatiche ai conflitti, milioni di volontari operano ogni giorno nei contesti più fragili del pianeta. Ma nel 2025 sono stati oltre 326 gli operatori umanitari uccisi mentre erano in servizio

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

Istituita l’8 maggio del 1948 la Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, celebra l'opera di milioni di volontari e l'impegno umanitario globale, ricordando il valore dell'assistenza sanitaria e sociale in situazioni di emergenza. La ricorrenza rende omaggio a Henry Dunant, fondatore di quella che viene considerata ormai la più grande rete di soccorso umanitario al mondo. Sorta in seguito agli orrori della battaglia di Solferino del 1859 che in 15 ore lasciò sul campo seimila morti e oltre 40mila feriti la rete umanitaria interviene in tutto il mondo con milioni di volontari e operatori per prestare soccorso nei contesti di guerra, nelle catastrofi naturali, nelle emergenze sanitarie e lungo le rotte migratorie.

Crisi sempre più complesse

Nel messaggio diffuso per questa Giornata mondiale, il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa sottolinea come il mondo stia attraversando una fase segnata da crisi multiple e interconnesse. I conflitti armati prolungati, le emergenze climatiche, i disastri naturali e le migrazioni forzate stanno aumentando in intensità e frequenza, mentre le risorse per gli aiuti umanitari diventano sempre più limitate. In molti contesti, spiegano le organizzazioni umanitarie, l’attenzione internazionale si concentra solo sulle crisi più visibili, lasciando senza sostegno intere popolazioni colpite da emergenze croniche. A questo si aggiungono le difficoltà operative sul terreno: accessi negati, convogli bloccati, campagne di disinformazione e attacchi contro il personale umanitario.

“Stiamo perdendo la nostra umanità”

Il dato più drammatico riguarda proprio la sicurezza degli operatori. Nel corso del 2025 almeno 326 operatori umanitari sono stati uccisi in servizio in 21 Paesi, portando il totale degli ultimi tre anni a oltre 1.010 vittime. “Stiamo perdendo la nostra umanità in guerra”, ha denunciato la Croce Rossa Internazionale commentando i dati, definiti senza precedenti. Secondo Tom Fletcher, coordinatore degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, oltre 560 operatori sono morti tra Gaza e Cisgiordania, 130 in Sudan, 60 nel Sud Sudan, 25 in Ucraina e altri 25 nella Repubblica Democratica del Congo. Molti di loro sono stati colpiti mentre distribuivano cibo, acqua, medicine o alloggi, spesso all’interno di convogli chiaramente identificati. Per Fletcher non si tratta di episodi accidentali, ma del “crollo della protezione” garantita dal diritto internazionale umanitario. “Ci viene detto dove non andare, chi non aiutare. Veniamo arrestati o intimiditi per aver fatto il nostro lavoro”, ha dichiarato alle Nazioni Unite.

Il rischio di paralizzare gli aiuti

La crescente violenza contro gli operatori umanitari rischia di paralizzare l’intero sistema degli aiuti. Nell’ultimo anno l’ONU ha registrato 14 rapimenti, 145 arresti e oltre 441 episodi di intimidazione o molestie contro il personale umanitario. Si aggiungono 62 attacchi contro sedi delle Nazioni Unite e 84 contro veicoli umanitari. Secondo la Croce Rossa Internazionale, il problema è aggravato dall’impunità: i responsabili raramente vengono identificati o processati. Ogni attacco rimasto senza conseguenze, avvertono le organizzazioni, trasmette il messaggio che la vita degli operatori umanitari sia sacrificabile. A pesare sono anche le campagne di disinformazione che mirano a delegittimare le organizzazioni impegnate nell’assistenza e nella cooperazione internazionale. Un clima che rende ancora più difficile garantire aiuti neutrali e imparziali alle popolazioni colpite.

Difendere l’azione umanitaria

Nella Giornata mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, il richiamo del Movimento internazionale è chiaro: proteggere gli operatori umanitari significa proteggere il diritto stesso delle popolazioni civili a ricevere assistenza. La forza della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, sottolineano le organizzazioni della rete umanitaria, resta nella capacità di operare in modo neutrale, indipendente e imparziale anche nei contesti più difficili. Un impegno che milioni di volontari continuano a portare avanti ogni giorno, spesso mettendo a rischio la propria vita, per offrire speranza e dignità nel mezzo delle crisi.

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08 maggio 2026, 09:30