Unicef e Pam in azione nel sud del Libano Unicef e Pam in azione nel sud del Libano

Unicef, 30 anni di bustine salvavita per combattere la malnutrizione infantile

Da tre decenni il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia distribuisce il Ruft, alimento terapeutico che ha contribuito a salvare la vita di milioni di bambini, a rischio per conflitti e disastri ambientali. Il portavoce Iacomini: “Sono 500 milioni i bambini che vivono in 60 Paesi colpiti da guerre e 1 miliardo vivono in 33 Paesi a rischio climatico”

Lorenzo Giovanardi – Città del Vaticano

Bambini e malnutrizione: un triste binomio ancora oggi presente in diverse zone del nostro pianeta. Sono 42,8 milioni i bambini colpiti da malnutrizione acuta, di questi12,2 presentano una forma grave. 

L’Unicef, Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, da 30 anni acquista e distribuisce nelle zone più colpite dalla sottoalimentazione il Rutf (Ready to use therapeutic food), bustine salvavita che hanno contribuito a contrastare la mortalità infantile. 

Il ruolo del Ruft

“Il Ruft è realizzato con arachidi, latte scremato in polvere, olio, zucchero e vitamine essenziali – precisa Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, ai media vaticani – una bustina da 92 grammi fornisce 500 calorie e aiuta i bambini malnutriti ad aumentare di peso, a rafforzare il loro sistema immunitario e il suo sapore al caramello salato lo rende appetibile”.

Ascolta l'intervista con Andrea Iacomini

Questo alimento terapeutico viene somministrato ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni colpiti da malnutrizione acuta grave. Il prodotto costa solo pochi centesimi e una bustina permette di iniziare una terapia di 4 settimane che fino ad oggi ha permesso di salvare la vita di tanti piccoli. Il ciclo completo di 150 bustine è sufficiente per curare un bambino per 6-8 settimane, fino alla guarigione, insieme a cure mediche di follow-up e consulenza. 

La situazione nel mondo

I Paesi più colpiti dalla malnutrizione infantile sono quelli dell’Africa centrale e le zone interessate dai conflitti, come le aree mediorientali della Striscia di Gaza e del Libano, dove i casi stanno aumentando a dismisura giorno dopo giorno. “L’Etiopia – precisa Iacomini – è la zona che ha ricevuto da Unicef il maggior numero di bustine salvavita tra il 2003 e il 2025, perché in questo Paese ogni anno sono almeno 550 mila i bambini che vengono curati per malnutrizione grave”.

Le cause della malnutrizione

Guerra, povertà, abbandono scolastico e cambiamento climatico: sono le quattro principali cause che determinano questa grave condizione di sottoalimentazione tra i bambini. “Negli ultimi 12 anni siamo passati da 12 milioni di bambini che muoiono prima dei 5 anni a 3 milioni e mezzo. Ancora oggi purtroppo però la malnutrizione rappresenta una concausa della morte di milioni e milioni di bambini. Questo perché continuano ad aumentare a dismisura conflitti e shock climatici”.

Striscia di Gaza, distribuzione di cibo a Rafah
Striscia di Gaza, distribuzione di cibo a Rafah   (AFP or licensors)

Il contrasto al fenomeno

Per contrastare questa tragedia, è l’indicazione di Iacomini, ”bisogna cercare di potenziare i trattamenti nutrizionali classici, in questo modo si resisterebbe alle crisi di approvvigionamento. È necessario poter garantire ad ogni bambino nel bisogno la possibilità di accedere sia agli alimenti terapeutici senza interruzione sia a cibi più sostanziosi”.

La vera chiave per contrastare il fenomeno della malnutrizione infantile potrebbe essere la fine delle crisi nel mondo e il rafforzamento delle politiche a tutela dell’ambiente. “Sono 500 milioni i bambini che vivono nei circa 60 Paesi colpiti da guerre – conclude Iacomini – mentre  1 miliardo vive in 33 Paesi a rischio climatico”.

La distribuzione nel mondo 

L’Unicef, tra il 2003 e il 2025, ha acquistato e distribuito in tutto il mondo un totale di 8,7 miliardi di bustine di Rutf, favorendo il recupero di milioni di bambini. Solo nel 2023, il Fondo ha distribuito il numero record di 1,1 miliardi di “bustine salva vita” in risposta alla crisi nutrizionale dovuta dalla pandemia di COVID-19.

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07 maggio 2026, 12:30