Stati Uniti-Iran, i presidenti firmano l’accordo di pace a distanza
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Nella serata di ieri è arrivata la firma dell’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti. Uno dei punti previsti dai negoziati dei prossimi 60 giorni è che Teheran s’impegna a diluire il proprio uranio arricchito; mentre Washington, in cambio, revoca immediatamente tutte le sanzioni, a partire da quelle contro il petrolio iraniano.
La cerimonia in Svizzera
Una sigla apposta a distanza tra i presidenti iraniano Pezeshkian e statunitense Trump, che si trova in visita in Francia e che ha firmato a Versailles alla presenza del presidente francese, Emmanuel Macron. La cerimonia è prevista per domani in un resort a Lucerna, in Svizzera, alla presenza del vicepresidente Usa, JD Vance, e del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che l’Iran ha dichiarato ormai “superflua”.
Le reazioni
Soddisfatto il presidente Usa Trump che a margine del G7 di Evian ha dichiarato: “Con questo accordo Teheran non avrà mai l'arma nucleare, ma se non sarà rispettato torneremo ad attaccare". Dalla parte opposta, il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha detto: "Manteniamo il dito sul grilletto. Il mio pessimismo e la mia sfiducia nei confronti dell'America sono massimi". Accolta con favore l’intesa da parte del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha definito quello per porre fine alla guerra iniziata il 28 febbraio, “un buon accordo”.
Il nodo libanese
La bozza in 14 punti prevede la fine delle ostilità anche in Libano: da qui il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha definito l'accordo “una grande vittoria” per l’Iran che da sempre appoggia la milizia islamista sciita. Nel Paese dei Cedri, però, di fatto il conflitto prosegue: Israele ha annunciato oggi la morte di un soldato delle forze di sicurezza durante combattimenti non meglio specificati nel sud e anche l’intercettazione di diversi razzi lanciati contro il proprio esercito.
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