Un'immagine di devastazione nello Stato di La Guaira Un'immagine di devastazione nello Stato di La Guaira

Venezuela, si aggrava il bilancio del terremoto: 235 vittime e 49 mila dispersi

Nello Stato costiero di La Guaira, l'area più colpita dal sisma, sono crollati oltre cento edifici e risultano coinvolte circa 70 mila famiglie. Solo in questa regione si contano 164 morti. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha visitato ieri le zone devastate. L'Unicef stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle aree interessate dal terremoto

Roberta Barbi - Città del Vaticano

Fanno sempre più impressione i numeri del violento terremoto che 32 ore fa ha colpito il Venezuela con due violentissime scosse, rispettivamente di magnitudo 7.2 e 7.5, a soli 39 secondi di distanza. L'ultimo bilancio parla di 235 vittime e 4.300 feriti, ma il numero è destinato ad aggravarsi: 49.411 persone sono state segnalate come disperse, ha detto la piattaforma online Desaparecidos terremoto Venezuela, lanciata per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie. Di queste, le persone rintracciate sono solo 7.599. Sono oltre 70 mila le famiglie rimaste senza casa.



La situazione a La Guaira

Nello Stato costiero di La Guaira, l'area più colpita dal sisma, sono crollati oltre cento edifici e risultano coinvolte circa 70.000 famiglie. Solo in questa regione si contano 164 morti. La presidente, Delcy Rodríguez, ha visitato ieri le zone devastate, mentre i soccorritori continuano a scavare, in alcuni casi anche a mani nude, nella speranza di individuare superstiti intrappolati sotto le macerie.

Migliaia di bambini a rischio

La situazione a Caraballeda, città nello Stato di La Guaira
La situazione a Caraballeda, città nello Stato di La Guaira   (AFP or licensors)

Ma la situazione più grave riguarda in particolare i più piccoli e indifesi. L'Unicef stima che 3,9 milioni di bambini vivano nelle aree interessate dal terremoto, cioè Caracas e gli Stati di Aragua, Carabobo, Falcón, La Guaira e Miranda. Tra le vittime ci sono anche minori e migliaia di bambini rischiano ora di subire gli effetti della catastrofe: ferite, separazione dalle famiglie, sfollamento, traumi psicologici e interruzione di servizi essenziali come assistenza sanitaria, acqua potabile, istruzione e protezione. «Le immagini che ci giungono dal Venezuela e le testimonianze dei nostri colleghi sul campo sono strazianti», ha dichiarato la direttrice generale dell'Unicef, Catherine Russell, sottolineando che la tutela dei bambini dovrà rimanere al centro della risposta umanitaria. L'agenzia delle Nazioni Unite è già al lavoro con le autorità venezuelane per garantire cure mediche, sostegno psicosociale, acqua potabile e spazi sicuri alle famiglie colpite.

La macchina dei soccorsi

Gli aiuti stanno arrivando anche dall'estero. Gli Stati Uniti hanno sospeso fino al 23 ottobre le sanzioni nei confronti del Venezuela per consentire le transazioni umanitarie e hanno dispiegato due navi militari, aerei ed elicotteri a supporto delle operazioni di soccorso. Otto squadre di protezione civile provenienti da diversi Paesi dell'Unione europea sono inoltre in partenza per raggiungere le aree colpite. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso il proprio cordoglio e ha assicurato che l'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) sta facilitando l'invio di squadre internazionali di ricerca e soccorso urbano. Nel frattempo, anche il settore privato si è mobilitato: Starlink, il servizio di Internet satellitare di SpaceX, offrirà gratuitamente la connettività fino al 25 luglio alle persone colpite dal terremoto e sta distribuendo nuovi terminali per ripristinare le comunicazioni nelle zone più devastate. In molti casi, inoltre, gli avvisi sismici inviati dal sistema Android Earthquake Alerts di Google hanno consentito a numerosi cittadini di mettersi in salvo alcuni secondi, e talvolta persino minuti, prima dell'arrivo delle scosse, compensando in parte l'assenza di un sistema nazionale di allerta precoce nel Paese.

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26 giugno 2026, 08:37