Rovine causate dalla guerra a Teheran Rovine causate dalla guerra a Teheran

Attacchi incrociati Usa-Iran, ma i negoziati continuano. In Libano almeno 5 morti

Torna a salire la tensione in Medio Oriente con raid sulle navi che transitano attraverso lo Stretto di Hormu. Gli Stati Uniti hanno parlato di “autodifesa”. Il presidente Trump afferma che i negoziati vanno avanti, come pure quelli tra Libano e Israele: oggi un nuovo round di colloqui è atteso a Washington, ma sul terreno nel frattempo si contano 5 morti e 48 feriti

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver intrapreso “attacchi di autodifesa” contro obiettivi militari iraniani sull’isola di Qeshm e nello Stretto di Hormuz, con l'obiettivo di contrastare gli attacchi iraniani nella regione. Teheran, per parte sua, ha lanciato missili balistici contro altri Paesi del Golfo, concentrandosi su Kuwait (dove è stato colpito l'aeroporto internazionale, che ha causato un morto, diversi feriti e la sospensione dei voli) e Bahrein. Ma le sirene d’allarme sono suonate anche in Arabia Saudita.

Lo stallo delle trattative

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha afferma che i colloqui stanno proseguendo, smentendo la versione dei pasdaran che hanno fatto sapere invece di non aver contatti con gli Usa da giorni. Di rimando, Teheran ha accusato Washington di cambiare continuamente le pretese negoziali, mentre il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha criticato il governo iraniano di mescolare i due fronti, forzando a includere anche il Libano nelle trattative.

Il nodo del Libano

Oggi a Washington è atteso un nuovo round di colloqui tra le delegazioni del Paese dei cedri e di Israele, mentre i raid israeliani sul sud hanno colpito un ospedale a Tebnine uccidendo 5 persone, tra cui un bambino, e ferendone 48. Si registrano poi anche 13 attacchi di Hezbollah contro le forze di difesa israeliane. Secondo indiscrezioni, nelle ultime ore ci sarebbe stata anche una telefonata dai toni molto accesi tra il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e Trump, nel tentativo di fermare l’escalation di Israele sul Libano, dopo la decisione dell’Idf di riprendere i raid anche sui sobborghi di Beirut.

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03 giugno 2026, 08:54