Le periferie urbane, nuove esperienze per riscrivere il racconto dei sobborghi
Iris Venuto - Città del Vaticano
Zone in ombra, spazi di confine e margini urbani. Decostruire l’immaginario delle periferie richiede un cambio di prospettiva, che metta a fuoco ciò che troppo spesso rimane sullo sfondo delle città. Con una serie di eventi, tra cui mostre fotografiche, rassegne cinematografiche e laboratori di rigenerazione, prende vita la prima edizione della “Settimana delle Periferie”, l’iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Charlemagne in collaborazione con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie.
Un tessuto connettivo tra le periferie d’Italia
Fino al 28 giugno, un fitto calendario di appuntamenti coinvolgerà tutta l’Italia in un tessuto connettivo che si estende da Roma a Cagliari, da Lecce a Napoli, fino a Palermo, Torino, Milano, Genova e Pesaro. “Per lanciare un’iniziativa a livello nazionale c’è bisogno di trovare un collante, valorizzando il lavoro delle organizzazioni del Terzo settore e la presenza delle parrocchie nelle aree più fragili. Occorre, dunque, partire da parole chiave che sintetizzino i valori attraverso cui è auspicabile operare nelle periferie”, spiega Stefania Mancini, presidente della Fondazione Charlemagne. La Settimana nasce in occasione del 24 giugno, data in cui ricorre la Giornata nazionale delle periferie urbane, istituita per ricordare la tragedia di Caivano del 2014, quando, cadendo da un balcone, perse la vita la piccola Fortuna Loffredo. Una ricorrenza simbolica che si trasforma così in un appuntamento annuale per riconoscere le potenzialità delle aree urbane più marginali e valorizzarne le energie collettive e le esperienze di cittadinanza attiva.
Oltre gli stereotipi per una nuova narrazione
L’iniziativa mira a sovvertire una narrazione delle periferie spesso ridotta a immagini di degrado, abbandono e criminalità. Un impegno volto a restituire dignità a territori che rappresentano veri luoghi di resistenza sociale, nei quali persistono il desiderio di riscatto e la volontà di reinventarsi oltre gli stereotipi. Al di là della loro reale identità, infatti, interi quartieri vengono raccontati sistematicamente con il lessico della cronaca nera e con i numeri del disagio economico e dell’abbandono scolastico. In questo scenario, la Settimana si propone, secondo Mancini, come “un dispositivo culturale capace di costruire un nuovo immaginario sulle periferie urbane”. Un tentativo, dunque, di contrastare i processi di marginalizzazione, favorendo la trasformazione di questi territori in poli di innovazione, centri di aggregazione e bacini di opportunità. Lontane dai riflettori dell’attenzione pubblica, le periferie possono così diventare una finestra da cui osservare la complessità sociale, ma anche il terreno su cui contrastare direttamente le disuguaglianze, promuovere l’inclusione e rivendicare il diritto alla città.
L’eredità di Periferia Capitale
La manifestazione rilancia a livello nazionale l’esperienza di “Periferia Capitale”, il programma promosso dalla Fondazione Charlemagne che, da sei anni, anima le aree suburbane di Roma, coinvolgendo oltre 120 realtà attive sul territorio. Un percorso che compie un salto di scala grazie anche alla collaborazione tra istituzioni territoriali e nazionali.
Le iniziative previste a Roma
L’epicentro della “Settimana” risiede a Roma, dove fino al 28 giugno sono previsti oltre trentacinque eventi distribuiti in tutti i quadranti della città. Dalle mostre fotografiche, come quella promossa da La Maison Aps sulla trasformazione urbana nel quartiere Prenestino-Collatina, agli esperimenti di rigenerazione urbana all’Alberone organizzati da Urbis Next Gen Ets; dalle rassegne cinematografiche a Casal Bruciato e a Villa Certosa fino alla presentazione del volume “La città giusta”, la raccolta degli scritti di don Luigi Di Liegro, ricordato come “il prete degli ultimi”. Un’occasione per ripercorrere l’impegno del sacerdote, fondatore e primo direttore della Caritas diocesana di Roma, nella difesa delle persone più emarginate, a partire dall’esperienza della comunità di Centro Giano. In programma anche giochi, tornei, laboratori creativi, feste di quartiere e percorsi itineranti.
Storie di rigenerazione in tutta Italia
Dalla Capitale, l’eco delle iniziative si diffonde in tutto il Paese. A Cagliari sono previsti spettacoli di teatro, musica e arti circensi nel quartiere di Pirri. Nei comuni siciliani a rischio spopolamento hanno luogo giornate dedicate alla piantumazione e alla cura dei beni comuni, a Lecce si discute della centralità della persona, a Napoli sono presentate storie di recupero e rigenerazione dei quartieri più fragili. A Pesaro sono previste azioni di cura del territorio, a Torino attività di informazione e sensibilizzazione sul tema delle dipendenze e a Milano pratiche di community making. Infine, tra Genova e altre località della Liguria, si svolgono laboratori di musica e narrazione rivolti a ragazzi e ragazze in percorsi di giustizia minorile. L’iniziativa non intende esaurirsi nell’intervallo di una ricorrenza annuale, ma vuole rappresentare il primo passo di un tracciato più lungo e costruito dal basso. Un cambio di paradigma volto a riconoscere le comunità locali come soggetti attivi del cambiamento, capaci di rafforzare le proprie reti sociali e di rigenerare gli spazi a loro misura.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.