L'inquietudine dei giovani in marcia per la pace a Rondine
Michele Raviart – Città del Vaticano
Sono stati i 4.000 giovani che questa mattina hanno marciato per la pace percorrendo i circa dieci chilometri che separano Arezzo da Rondine, Cittadella della pace, ad inaugurare lo YouTopicFest 2026, il festival sul conflitto che quest’anno ha come tema “L’Inquietudine – Come custodire la scintilla dell’umano?”. Quattro giorni “disarmati e disarmanti”, in cui cittadini, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, giornalisti, accademici e artisti si confrontano alla pari con giovani provenienti da tutto il mondo e confrontandosi con i ragazzi che sperimentano il “metodo Rondine”, per superare il conflitto.
L'inquietudine come impulso ad agire
Il tema di quest’anno, spiega Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine, “nasce al crocevia di alcune riflessioni e della realtà che abbiamo davanti agli occhi e dentro di noi tutti i giorni. Che ci inquietano, quindi che ci mettono in subbuglio”, perché l’alternativa sarebbe l’indifferenza. “L'inquietudine non è l'angoscia, l'angoscia è un dato negativo, l'inquietudine invece è un elemento positivo”, ribadisce. "L'inquietudine è proprio dove si accende un gap tra quello che si sente interiormente e quello che si vede davanti a noi, non avere paura del presente, non avere paura del futuro, nonostante le nubi terribili che si addensano qua e là sul pianeta e insieme trovare delle prospettive di azione”.
Un anno terribile per Rondine
Questo è particolarmente significativa per i ragazzi che scelgono di venire allo studentato internazionale di Rondine, spesso provenienti da Paesi in guerra tra loro. Israeliani e palestinesi, russi e ucraini, armeni ed azeri che nell’incontro con l’altro trovano il modo di ricomporre fratture che in altri contesti sembrerebbero insanabili. “Per Rondine questo è stato un anno terribile”, spiega ancora Vaccari, “perché nella cittadella della pace tutte le mattine arrivano le eco delle famiglie e dei ragazzi che qui ostinatamente con tenacia continuano a mantenere viva la relazione tra di loro. Che il mondo vorrebbe nemici mentre loro rompono la catena dell'odio, della vendetta, del vittimismo e scelgono di uscire insieme dal guaio della guerra. Un anno terribile per gli scenari mondiali, ma anche che rafforza il valore di quello che qui si fa perché la concretezza dei giovani che si mettono in gioco con coraggio e che dicono di no alla guerra a partire da se stessi è un elemento di grande speranza”.
In marcia per la pace
Il primo atto dello Youtopic Fest è stato quindi la marcia “in cammino per la pace”, con giovani provenienti da tutta Italia. A marciare con loro anche monsignor Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. “Il fatto di essere qui mi sembra bello perché tutti sanno il motivo per cui sono qui. C'è la festa, l'allegria, la gioia di essere insieme, ma è chiaro che il messaggio che vogliono veicolare i giovani è quello della pace. Antitutto per reclamare la pace come esigenza, come orizzonte di cui abbiamo assolutamente bisogno”. “A fronte di voci sulla guerra i giovani qui chiedono la pace”, ribadisce, e “camminare vuol dire fare il proprio passo, partire da noi, per essere costruttori di pace come testimonianza e anche nel proprio piccolo.
La chiusura in festa
I quattro giorni di incontri, dibattiti e confronti dello YouTopic Fest culmineranno domenica 7 giugno con l’evento “Destinazione Pace, Musica e voci dal mondo insieme contro le guerra”. Una festa, intesa come punto culminante del “metodo Rondine”, con musica, parole, testimonianze e partecipazione. Sul palco sono annunciati Amara, Giovanni Caccamo, OIDA – Orchestra Instabile di Arezzo, diretta dal maestro Valter Sivilotti, Michele Serra e l’intervento di Lorenzo Jovanotti.
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