Venezuela, si scava ancora tra le macerie mentre aumenta il numero dei morti
Vatican News
In Venezuela si scava incessantemente, mentre continuano le scosse di assestamento, con la consapevolezza che ormai le ricerche saranno per lo più dirette a consegnare alle famiglie dei dispersi un corpo sul quale piangere. E mentre diminuiscono le speranze di ritrovare sopravvissuti, nonostante anche a distanza di 86 ore dal sisma siano state tratte in salvo diverse persone, aumenta la rabbia dei cittadini che denunciano la scarsa mobilitazione dei soccorsi, soprattutto da parte dei militari, di fronte a quello che il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodriguez, ha definito il “più brutale disastro naturale” che il Venezuela abbia “mai subito nella sua storia”. Il doppio terremoto di mercoledì 24 giugno ha provocato almeno 1450 i morti accertati, 3150 i feriti, decine di migliaia, probabilmente 50mila, di dispersi, più di 12mila famiglie colpite, interi quartieri di La Guaira, la località più danneggiata, ma anche della capitale Caracas andati distrutti, oltre 770 edifici danneggiati o crollati, di cui 189 completamente distrutti. Ed è l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, a rilevare che le persone coinvolte direttamente o indirettamente potrebbero superare i 6,5 milioni.
Gli aiuti internazionali e lo sciacallaggio
Nel Paese è un incessante arrivo di aiuti da parte della comunità internazionale, marines statunitensi sono attesi via mare a La Guaira con approvvigionamenti e attrezzature. 24 i Paesi ringraziati dalla presidente Delcy Rodriguez per aver inviato oltre 520 tonnellate di rifornimenti, 2700 soccorritori e oltre 80 squadre di ricerca. La stima dei danni si aggira intorno ai sette miliardi di dollari, circa il 6% del Pil del Paese, secondo le Nazioni Unite. Ed è ora il momento anche dello sciacallaggio, le denunce di saccheggi si susseguono, soprattutto a La Guaira, dove si registrano furti e abusi a seguito del caos provocato dal terremoto. Di mira sono stati prese soprattutto le merci dei negozi crollati, così come i prodotti delle farmacie.
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