Albania, a Puka il miele crea lavoro e attira i giovani

Nelle aree montane del nord del Paese l'apicoltura rappresenta una fonte di reddito preziosa. Lo racconta anche Evald Shkreli, rientrato dopo un'esperienza di emigrazione e ora coinvolto in un progetto coordinato da Volontari nel mondo Rtm

Vincenzo Giardina - Città del Vaticano

Millefiori, di castagno o di timo. Chiaro o ambrato, ha sapore e valore. È il miele delle montagne del nord dell’Albania, nelle aree di Puka e di Fushë-Arrëz: rappresenta una fonte di reddito aggiuntiva per le famiglie che dipendono ancora dall’agricoltura tradizionale. La vendita di cera, propoli e altri prodotti dell’apicoltura offre nuove opportunità anche ai giovani che, dopo aver lasciato il Paese in cerca di lavoro, scelgono di tornare.

Il sito di Puka dove prende vita il progetto sostenuto dalla Cei
Il sito di Puka dove prende vita il progetto sostenuto dalla Cei

Il ritorno dei giovani

"Ero emigrato nell’Unione europea, prima in Croazia e poi in Germania, ma ho avuto molte difficoltà e allora ho deciso di rientrare per lavorare di nuovo nell’apicoltura", racconta ai media vaticani Evald Shkreli, 34 anni. "Con la mia famiglia abbiamo ricevuto il sostegno della Conferenza episcopale italiana, che ci ha fornito arnie, attrezzature e trattamenti contro la varroa, un acaro parassita".

Volontari al lavoro tra le arnie
Volontari al lavoro tra le arnie

La via del miele

L’iniziativa si chiama "La via del miele" e quest’anno ha coinvolto 38 aziende familiari in percorsi di formazione professionale. Il progetto è coordinato da Volontari nel Mondo Rtm, una ong emiliana che aderisce alla federazione Focsiv. "In questa zona montana l'agricoltura è una delle attività economiche principali", spiega Benito Prendi, al lavoro a Puka con l'organizzazione. "La maggior parte delle aziende ha caratteristiche familiari: molte faticano a coprire le spese e a guadagnare a sufficienza e ciò ha favorito l'emigrazione dei giovani".

Un momento di formazione per i giovani apicoltori
Un momento di formazione per i giovani apicoltori

L'8xmille della Cei

Secondo uno studio pubblicato di recente dal sociologo Ilir Gëdeshi, quasi la metà dei quattro milioni e 700mila albanesi iscritti nel Registro dello Stato civile risultano vivere all'estero. Dati della Commissione europea, richiamati anche dall'Unicef, indicano inoltre che il Paese investe solo il 2,6 per cento del Pil per l'istruzione, a fronte di una media che nell'Ue è del 4,6. È anche per far fronte a queste difficoltà che è nato "La via del miele". Sul piano economico, il progetto può contare sul sostegno dei fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica italiana. C'è poi l'ascolto delle comunità e il collegamento con il territorio, curato dalla diocesi di Sapa. "Abbiamo cominciato nel 2025", ricorda suor Andrijana Vojvodic, della Caritas locale. "Già il primo anno è stato un successo: molti apicoltori, sia esperti sia alle prime armi, hanno potuto aumentare il numero delle arnie e migliorare la qualità del miele".

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18 luglio 2026, 10:32