Usa-Iran, Trump annulla l’attacco e annuncia la ripresa dei colloqui
Roberta Barbi – Città del Vaticano
Era stato annunciato come “l’attacco più grande dai tempi della Seconda Guerra Mondiale”, quello degli Stati Uniti all’Iran dato per imminente. invece è stato ritirato dal presidente americano Trump su richiesta dei partner nel Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi e Qatar – che hanno chiesto una soluzione negoziale come, stando a quanto dichiarato, anche alcuni funzionari iraniani non meglio specificati.
La ripresa dei negoziati
I colloqui tra le parti riprenderanno già nella giornata di oggi e avranno al centro innanzitutto la questione della riapertura dello Stretto di Hormuz e poi la denuclearizzazione del Paese. Washington e Teheran avevano firmato un accordo quadro il 17 giugno scorso ed è a quel memorandum, inteso come punto di partenza per un accordo definitivo, che i mediatori intendono riferirsi. Sulla questione di Hormuz, in particolare, prima della guerra tutte le navi potevano transitarvi liberamente, poi l’Iran lo ha chiuso durante il conflitto e insiste per mantenerne il controllo e riscuotere pedaggi.
L’incontro Trump-Netanyahu alla Casa Bianca
La disputa sullo Stretto di Hormuz ha innescato la ripresa dei raid a luglio, ma è nelle ultime settimane che gli attacchi si sono intensificati, tanto che anche l’Arabia Saudita è entrata nel conflitto con un raid congiunto con gli Usa contro le milizie irachene sostenute dall’Iran. Dopo il colloquio alla Casa Bianca fra Trump e il premier israeliano Netanyahu, inoltre, si era stabilito di effettuare un attacco decisivo che avrebbe dovuto concentrarsi sulle infrastrutture energetiche dell’Iran. Alla notizia della marcia indietro, il petrolio ha già ceduto subito oltre il 4%.
Petroliera colpita al largo dell’Oman
Nella notte una nuova esplosione si è verificata nello Stretto di Hormuz nei pressi di una petroliera. Secondo quanto riferito dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima, il fatto è avvenuto a 20 miglia nautiche a nordest dalla città di Khasab, in Oman, ma non ci sarebbero vittime.
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