Goccia a goccia, in Bolivia la sfida dei contadini sulle Ande
di Vincenzo Giardina
Goccia a goccia, per far crescere broccoli, lattughe e cavolfiori sulle Ande, insieme alle patate e al mais. Nel municipio rurale di Sacaba, nella regione di Cochabamba, in Bolivia, a oltre 2.700 metri di altitudine, molte famiglie stanno trovando opportunità grazie a un’iniziativa che protegge le fonti idriche e migliora i sistemi di raccolta dell’acqua e gli impianti di irrigazione.
Cambiamenti climatici e nuove sfide
“Qui fa piuttosto freddo e pensavamo che non ci fosse proprio possibilità che queste verdure crescessero”, sottolinea Maria Lizeth Veizaga Caveros, presidente dell’Associazione degli orti familiari. “Abbiamo sempre pensato che fossero colture da luoghi caldi”. Siccità prolungate e poi temporali improvvisi hanno messo in difficoltà una regione dove oltre una persona su tre vive in povertà. L'idea di diversificare le colture, provando a trasformare la crisi in opportunità, è nata in particolare dalle comunità Sapanani e Melga, tra le più colpite. Ad ascoltarle è stata l'organizzazione boliviana Yachay Chhalaku, che ha fatto rete con l'italiana Aspem, della federazione Focsiv. Il progetto è stato realizzato grazie anche al sostegno dei fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica. È denominato "Sumaj Pacha": in quechua, una delle lingue della Bolivia, significa "mondo armonioso".
Un esempio da seguire
Secondo Veizaga, a utilizzare i nuovi sistemi di irrigazione goccia a goccia e a far crescere anche broccoli, lattughe e cavolfiori sono ormai 16 famiglie. "Si è come aperta una porta", dice la presidente. "Ci sono altri contadini interessati: chiedono di vedere e capire, informandosi su corsi e visite sul posto". Nel municipio di Sacaba, la maggiore imprevedibilità delle piogge, le sfide della siccità e l'aumento delle temperature rafforzano la richiesta di alternative. È vero per gli orti come per l'allevamento del bestiame. Elena Trujillo Cornejo è la presidente della cooperativa del latte della Central Regional Melga. “Vogliamo”, dice, “avviare un’attività con le nostre mucche e con il nostro bestiame, producendo yogurt e vendendolo".
Donne protagoniste nell'agricoltura
Della cooperativa fanno parte 32 famiglie, spesso guidate da donne bisognose di nuove fonti di reddito. In una video-testimonianza raccolta da Aspem, le socie si incontrano tra le cisterne in acciaio di un nuovo impianto per la produzione lattiero-casearia. Con loro c'è Johnny Edgar Cadima Castro, uno dei formatori dell'ong Yachay Chhalaku, specialista in ingegneria alimentare. "Molte contadine hanno sempre lavorato nell'agricoltura", spiega, "e adesso cercano di diversificare le produzioni, puntando sulla vendita nei mercati cittadini". Come broccoli, lattughe e cavolfiori, anche il latte integra la dieta familiare e offre nuove opportunità di reddito. "Il nodo è la sostenibilità dell'impianto", evidenzia Cadima, guardando al futuro. "Una volta concluso il progetto, la cooperativa dovrà andare avanti da sola".
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