Colombia, sono più di 260 i morti per il terremoto e oltre 11mila le case distrutte
Davide Dionisi – Città del Vaticano
265 morti, 3.494 feriti e 496 dispersi. È questo l’ultimo bilancio del sisma reso noto nelle scorse ore direttamente dal presidente Abelardo de la Espriella. A questi tragici numeri si aggiungono ulteriori dati, 11.347 abitazioni distrutte, 53.526 danneggiate e 140 edifici crollati, che hanno spinto il governo a dichiarare lo stato di emergenza economica per far fronte alla crisi.
Il “fondo milagro”
“L'impatto è enorme e richiede grande determinazione e volontà politica da parte nostra”, ha detto De la Espriella, aggiungendo che la tragedia si verifica in un momento di “crisi fiscale” per la Colombia. Il Presidente ha inoltre indicato che l’emergenza economica consentirà di creare un “fondo milagro” destinato a convogliare risorse “per la ricostruzione di ospedali, centri scolastici, immobili, strade e aeroporti”. Inoltre, ha assicurato che sono in fase di attuazione misure di sostegno temporaneo per le famiglie colpite, che includono il pagamento delle utenze, sussidi per l’affitto a chi ha perso la propria abitazione, agevolazioni fiscali e finanziarie e aiuti economici per i nuclei più vulnerabili, oltre a meccanismi di sostegno per i commercianti e i piccoli imprenditori. Le città di Cali e Pereira continuano a essere tra le aree più critiche.
La macchina dei soccorsi
Nella capitale della Valle del Cauca, circa 700 soccorritori colombiani e una cinquantina di stranieri lavorano contro il tempo, mentre le autorità concentrano gli sforzi sugli edifici in cui ritengono che ci sia ancora un’alta probabilità di trovare sopravvissuti. Solo a Cali sono già state ritrovate vive 85 persone tra le macerie, anche se più di 150 risultano ancora disperse. L’Istituto di Medicina Legale ha riferito di aver ricevuto 202 salme delle vittime del terremoto, di cui 121 sono già state identificate per la consegna ai familiari, tra cui quelle di cinque minori.
Gli aiuti dall’estero
Il Paese, nel frattempo, si appresta ad accogliere gruppi specializzati di ricerca e soccorso provenienti dagli Stati Uniti, da El Salvador, dall’Ecuador e da Israele. A loro si aggiungono i soccorritori messicani dei “Los Topos Aztecas”, gruppo di volontari specializzato nella ricerca e nel salvataggio di persone rimaste sotto le macerie, in particolare provocate dai terremoti. Sempre dal Messico arriveranno 58,5 tonnellate di aiuti umanitari. L'Onu ha annunciato che sta preparando uno stanziamento dal proprio Fondo centrale per gli interventi di emergenza (Cerf). La stessa assistenza verrà garantita dal Programma alimentare mondiale e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Un appello è stato lanciato dalla Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa affinché vengano destinati 30 milioni di dollari per sostenere circa 24.000 persone nei prossimi due anni soprattutto nei dipartimenti di Chocó, Risaralda, Caldas e Valle del Cauca.
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