Tra Tolkien e Leone, un convegno su "l'uomo, il mezzo e l'algoritmo"
di Igor Traboni
L’uomo, il mezzo uomo e l’algoritmo è stato il titolo del convegno tenutosi nel pomeriggio di ieri, sabato 8 agosto, nel Castello Teofilatto a Torre Cajetani (Frosinone), nell’ambito della IX edizione de La notte dell’anello, una tre giorni che, con vari altri eventi, ha avuto come tema portante La dignità dell’imperfetto: Tolkien e la Magnifica Humanitas sull’unicità dell’uomo. Al convegno hanno preso parte Angelo Mereghetti, coadiutore salesiano; Lorenza Castagnacci, coordinatrice DesTEENnazione; Federico Iadicicco, Centro Studi Minas Tirith, introdotti dai saluti del padrone di casa, Pietro Teofilatto - che come sempre mette a disposizione gratuitamente la perla di storia del castello di famiglia -, di Francesco Severa e Gabriele Ritarossi, dell’associazione Radici, che ha organizzato il tutto assieme ai sodalizi Storicamente Torre e Turris in Fabula.
Un'ecologia della comunicazione sulla scia degli appelli del Papa
Da specialista in comunicazione sociale, di cui si occupa al Centro Don Bosco di Roma, Mereghetti ha richiamato le parole-appello di Papa Leone rispetto ad una comunicazione odierna, ad iniziare dai social, "che vede solo una parte della verità e non nella sua interezza. Non cerca la verità ma si accontenta di un’immagine anche abbastanza statica, perché la verità richiede fatica, di essere accettata, di accompagnare". Un passaggio forte questo giovane studioso di Tolkien lo ha offerto anche su quella che il Papa chiama “ecologia della comunicazione”, ovvero "il saper cumulare le relazioni; non un manipolare la realtà ma presenza e ascolto: questa è una sana ecologia delle comunicazioni che serve alla democrazia perché altrimenti, senza confronto, non c’è la verità ma solo un mio punto di vista". Da qui ne deriva la necessità di un algoritmo "a servizio di un uomo che ha piena coscienza della propria coscienza, della propria capacità di discernere, di costruire relazioni. E questo credo sia l’insegnamento più bello che la Terra di Mezzo ci possa dare, legato al bel messaggio che il Papa ci ha donato con l’enciclica".
Tra Tolkien e Leone
Iadicicco ha definito "dirompente" l’enciclica di Leone già a partire dal titolo e si è poi addentrato in una lettura, che ha destato anche sana simpatia nei tanti presenti, "perché molti dicono che Leone è un Papa tolkeniano, ma io ho cercato di capire se Tolkien non fosse un po’ leoniano". Ancora sull’enciclica, Iadicicco ha rimarcato come questa richiama tutti i principi della Dottrina sociale della Chiesa, anche trattando l’IA, e il fatto che, se rimane nelle mani di pochi, "pone problemi legati alla democrazia sociale ed economica. Ed in virtù di questo problema, il Papa richiama il principio della destinazione universale dei beni, che è uno dei principi cardine della dottrina sociale della Chiesa, dicendo che l’IA deve essere trattata come un bene pubblico, come l’acqua, perché impatta talmente tanto sull’umanità che l’accesso deve esser garantito a tutti. E questa la trovo una cosa rivoluzionaria e anche la politica è chiamata ad occuparsene".
Guardare e ascoltare i giovani
Originale il contributo di Lorenza Castagnacci, coordinatrice della sede di Alatri di “DesTEENazione”, spazio multifunzionale di esperienze e altre attività, progetto del Ministero del Lavoro "per rimettere al centro delle nostre azioni i ragazzi, i loro desideri, e fare in mondo che vengano realizzati, un po’ come un vecchio oratorio". Castagnacci ha richiamato le parole del Papa: “Il centro della storia rimane il volto umano che chiede di esser guardato” per sottolineare come i ragazzi chiedono proprio questo: "Di essere guardati. E cercano relazioni autentiche, ascolto e appartenenza. E soprattutto adulti di riferimento di cui fidarsi". Anche perché spesso sono proprio i ragazzi, rispetto agli adulti, a trovare soluzioni ai problemi, "quei ragazzi che, alla fine della giornata, spesso dobbiamo rincorrere perché hanno dimenticato il telefonino. E che ci continuano a chiedere, anche nei colloqui con i nostri psicologi, che hanno bisogno di capire qual è la loro collocazione nel mondo. Anche per questo – ha concluso in maniera tolkeniana la giovane professionista – immaginiamo DesTEENazione anche come una piccola contea".
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