Il Papa: servire l'umanità assetata di verità e giustizia, no alle contrapposizioni
Antonella Palermo - Città del Vaticano
La terza Domenica di Quaresima coincide, oggi, con la giornata internazionale della donna. E proprio di uno dei personaggi femminili più affascinanti dei Vangeli, della prima di tante annunciatrici della Buona Notizia, la liturgia domenicale offre il racconto: è quello della Samaritana che si reca a prendere acqua al pozzo e trova Gesù. L’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno 'una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna', come si legge nel testo di Giovanni. All'Angelus, di fronte a una piazza San Pietro gremita di 15 mila persone, il Papa si sofferma su questa sete e sull'acqua del Messia, rigeneratrice.
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Gesù è la risposta alla nostra sete
Per evidenziare la liberazione interiore sperimentata dalla Samaritana, Leone XIV attinge a un'altra donna straordinaria, la giovane Etty Hillesum, la mistica ebrea morta ad Auschwitz, che, anche nei campi di concentramento, scelse continuare a credere nell’umanità. Peraltro, in questi giorni, anche il cardinale Koovakad l'ha citata in una conferenza dedicata a donne, leadership e dialogo. Nel suo diario, lei scriveva che la sorgente spirituale le appariva sovente coperta da pietre e sabbia: "allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo". È l'immagine di un riportare alla luce:
Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono
Nella Chiesa si cerca delicatezza e disponibilità
"Là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere", avverte il successore di Pietro, commentando le parole di Gesù ai discepoli con cui li invitava a guardare alle belle sorprese dei campi pronti per la mietitura. Gesù supera le convenzioni dell'epoca che suggerivano un atteggiamento di pregiudizio e distanza verso donne che, come lei, non erano più legate al proprio marito. Lui "le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo". Da qui l'insegnamento per l'oggi:
Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità! E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è.
Servire l'umanità assetata di verità e giustizia
La testimonianza della Samaritana ha un valore straordinario e di grande attualità: "dal suo villaggio di disprezzati e reietti", afferma il Papa, molti vengono incontro a Gesù, e anche in loro la fede sgorga come acqua pura. È l'incontro il fattore decisivo, fa intendere il Pontefice - che nel pomeriggio di oggi si recherà nel quartiere romano di Torrevecchia per la sua quarta visita pastorale nella parrocchia Santa Maria della Presentazione -, l'incontro sincero, aperto, capace di scavalcare ogni stigma sociale.
Chiediamo oggi di poter servire, con Gesù e come Gesù, l’umanità assetata di verità e di giustizia. Non è il tempo delle contrapposizioni tra un tempio e l’altro, tra “noi” e gli “altri”.
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