Il Papa ai giovani: attenti alla frenesia di reel, chat, like. Non abbiate paura di spendervi

Far tacere la foga nel fare e nel dire, gustare la bellezza dell’essere insieme. È una delle raccomandazioni offerte dal Pontefice nell’incontro con i giovani e i catecumeni nel piazzale antistante la chiesa di Santa Devota. Leone XIV rivisita la frase di sant’Agostino, conosciuta, talvolta fraintesa, dalle nuove generazioni: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Un invito a mettere da parte il “bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti”, parole e gesti

Benedetta Capelli - Città del Vaticano

Il saluto delle navi ormeggiate al largo della Costa Azzurra interrompe per qualche secondo il discorso in francese di Papa Leone, oggi 28 marzo, accolto dall’entusiasmo di tanti ragazzi che lo hanno atteso sotto il sole nel cortile della chiesa di santa Devota, “una giovane coraggiosa”, l’ha definita il Pontefice che l’ha ricordata insieme a san Carlo Acutis, “altro giovane – ha detto - innamorato di Gesù”. Sono gli esempi che offre ai ragazzi e ai catecumeni che gli hanno portato i disagi di una vita segnata dalle luci, dall’apparenza e che inevitabilmente distrae dalle cose importanti e porta con sé un grande senso di vuoto.

Monaco è un Paese bellissimo, ma la vera bellezza la porti tu, quando sai guardare negli occhi chi soffre o chi si sente invisibile tra le luci della città.

LEGGI QUI IL DISCORSO DEL PAPA AI GIOVANI E AI CATECUMENI 

Il bene più forte del male

Il Pontefice ben conosce le fragilità dei ragazzi ma invita a guardare alla giovane Devota, martire della fede e portatrice di “un messaggio di pace e d’amore del Vangelo”. “La fede – ricorda il Papa - incontra sfide e ostacoli, ma nulla può offuscarne la bellezza e la verità”.

Il bene è più forte del male, anche quando, a volte, sembra nell’immediato avere la peggio. Non solo, ma ci ricorda anche che la testimonianza della fede è un seme che può raggiungere e fecondare cuori e luoghi lontani, ben oltre le nostre stesse aspettative e possibilità.

Il cortile della chiesa di santa Devota
Il cortile della chiesa di santa Devota   (@Vatican Media)

L’amore che salva

Leone risponde alle domande di 4 ragazzi che gli portano i disagi del loro tempo, di un mondo che va di fretta, “cultore – dice il Pontefice - di una fluidità senza legami, segnato da un bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti: nelle mode, nell’aspetto, nelle relazioni, nelle idee e perfino in dimensioni della persona costitutive per la sua stessa identità”. Ricorda che ciò che salva e che dà solidità alla vita è l’amore di Dio e poi l’amore per gli altri, coltivato con “fedeltà, costanza, disponibilità al sacrificio nella quotidianità”.

Solo così l’inquietudine trova pace – anche noi desideriamo la pace! – e si riempie il vuoto interiore, non con cose materiali e passeggere, nemmeno con i consensi virtuali di migliaia di like, o con appartenenze condizionanti, artificiali, a volte persino violente.

Il vento dello Spirito

“Da queste cose – aggiunge - bisogna sgomberare la porta del cuore, perché l’aria sana e ossigenante della grazia possa tornare a rinfrescarne e vitalizzarne le stanze, e perché il vento forte dello Spirito Santo possa riprendere a gonfiare le vele della nostra esistenza, spingendola verso la felicità vera”. Un’immagine che sembra essere suggerita proprio da quel mare che bagna il Principato di Monaco.

Tutto questo, carissimi, ha bisogno di preghiera, di spazi di silenzio, di ascolto, per far tacere la frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat, e per approfondire e gustare la bellezza dell’essere veramente e concretamente insieme.

Il gusto nuovo della vita

Il Papa così esorta a vivere la Settimana Santa “in un clima di ascolto della voce dello Spirito e di ciò che succede nel proprio cuore”; occasione per guardare alla propria vita. Vita spirituale e preghiera sono le strade su cui camminare ma serve anche “l’esercizio della carità” che proviene da un profondo rapporto con Dio. Le parole del Papa ai giovani si intrecciano con la frase agostiniana “Ama e fa ciò che vuoi” che vuol dire essere dono gratuito per gli altri, fermo anche di fronte alle difficoltà

Cari giovani, non abbiate paura di donare tutto, il vostro tempo, le vostre energie, a Dio e ai fratelli, di spendervi fino in fondo per il Signore e per gli altri. Solo così troverete un gusto sempre nuovo e un senso sempre più profondo nella vita. Il mondo ha bisogno della vostra testimonianza, per superare le derive del nostro tempo e affrontarne le sfide, e soprattutto per riscoprire il sapore buono dell’amore di Dio e del prossimo.

Finestra di speranza

Leone conclude il suo discorso esortando i giovani a vivere una vita piena “nella fede, nella speranza, nella giustizia e nella carità”, essendo costruttori di pace e diventando “il volto giovane di questa Chiesa – aggiunge - e di questo Stato”.

Monaco è un Paese piccolo, ma può essere un grande laboratorio di solidarietà, una  finestra di speranza. Portate il Vangelo nelle scelte del vostro lavoro, nell’impegno sociale e politico, per dare voce a chi non l’ha, diffondendo la cultura della cura. Fate di tutto un dono a Dio e vivete tutto come una missione, che vi vuole gli uni per gli altri amici in Cristo e fedeli compagni di cammino.

I giovani monegaschi ascoltano il Papa
I giovani monegaschi ascoltano il Papa   (@Vatican Media)
Guarda il video integrale dell'incontro del Papa

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28 marzo 2026, 13:30