Il Papa: Ilia II, pastore devoto che ha accompagnato la Georgia in tempi difficili
Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
Voce di comunione, capace di risuonare ancor più in profondità attraverso il potere della musica: uno stimolo alla ricerca di quell’unità che si fa ancor più necessaria in tempi difficili e di cambiamenti epocali, ai quali la Georgia non è rimasta indifferente. È questo il lascito di Ilia II, catholicos-patriarca di tutta la Georgia, ricordato da Papa Leone XIV in un messaggio letto dal cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, durante la cerimonia funebre e pubblicato oggi, domenica 22 marzo.
Bonta, saggezza e forza evangelica
Il Pontefice si unisce al cordoglio del Santo Sinodo e di tutta la Chiesa Ortodossa di Georgia nel ricordo del “pastore e padre” morto nella serata di martedì 17 marzo, all’età di 93 anni. Il patriarca, scrive il Papa, ha guidato il suo popolo “con bontà, saggezza e forza evangelica” per tanti anni – essendo divenuto primate della Chiesa apostolica autocefala ortodossa georgiana nel 1977, con i titoli di catholicos-patriarca di tutta la Georgia, arcivescovo di Mtskheta-Tbilisi e metropolita di Abcasia e Bichvinta – anche attraverso “tempi difficili” e “profondi cambiamenti epocali”, senza mai far mancare l’amore per la tradizione e, al contempo, aprendo cuori e comunità alla speranza.
"Voce di riconciliazione"
Leone XIV richiama poi la profonda passione di Ilia II per la musica, “stimolo alla ricerca della bellezza di Dio” e strumento capace di unire i popoli, avvicinando le Chiese al di là delle divergenze culturali e teologiche. Ricorda inoltre l'incontro con san Giovanni Paolo II – un giorno storico per l'ecumenismo in quanto è stata la prima volta di un catholicos-patriarca della Chiesa apostolica di Georgia in visita in Vaticano, per scambiare un bacio di pace con il Vescovo di Roma – e con Papa Francesco, “in uno spirito di cordialità e fraternità”.
Per molti, egli è stato un padre spirituale, una voce di riconciliazione e un instancabile costruttore di unità.
"La vita non è tolta, ma trasformata"
Il Papa esorta quindi a non cedere alla disperazione della perdita, ma ad aprirsi alla certezza “che la vita non è tolta, ma trasformata”.
Mentre affidate questo fedele servitore al Signore, risuonano con forza le parole dell’apostolo Paolo, che ricordano come la risurrezione di Gesù sia il fondamento della nostra fede e la fonte della nostra speranza.
L'augurio al locum tenens della Sede patriarcale
Leone XIV si rivolge infine al metropolita di Senaki e Chkhorotsku, locum tenens della Sede patriarcale, Shio, pregando affinché, con la luce, il discernimento e la fortezza che vengono da Dio, possa guidare la Chiesa ortodossa di Georgia con la stessa carità pastorale che animava il defunto patriarca.
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