Il Papa ai Focolari: siate segno di unità e argine ai seminatori di odio nel mondo
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Unità, “fermento” per un mondo in cui “il veleno della divisione e della conflittualità tende a inquinare i cuori e le relazioni sociali” e “argine” ai tanti “seminatori di odio che riportano indietro l’umanità a forme di barbarie e di violenza”. Unità dentro al Movimento per discernere gli aspetti “non essenziali” o “problematici” per il carisma e a impegnarsi per la massima “trasparenza” e per il "coinvolgimento di tutti". È una duplice missione, verso l’esterno e verso l’interno e sempre rivolta all’obiettivo dell’unità, quella che Papa Leone XIV affida ai membri dell’Opera di Maria, meglio conosciuti come Movimento dei Focolari, realtà ecclesiale - nata dalla ispirazione di Chiara Lubich – tra le più fervide e diffuse del mondo. L’occasione è l’Assemblea generale, svoltasi dall'1 al 21 marzo nel Centro internazionale di Rocca di Papa, che ha visto la rielezione di Margaret Karram come presidente per un secondo mandato e la scelta di un nuovo co-presidente, il sacerdote italo-argentino Roberto Eulogio Almada. “Che il Signore benedica il vostro servizio!”, dice loro Leone a inizio udienza in Sala Clementina, iniziata con leggero ritardo. "Forse avete portato un pranzo al sacco o qualcosa, mentre aspettavate?", scherza, interrotto dagli applausi.
Tante grazie per la pazienza. Scusate la “tardanza” però la mattina è andata un po’ così, ma sono contento che avete aspettato. Grazie!
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Spirito di unità
Da subito Leone XIV ricorda la testimonianza della fondatrice Lubich, serva di Dio, e la sua spinta all'unità con cui ha plasmato l’esistenza personale e lo stile della vita comunitaria del Movimento: “Questo spirito di unità voi lo vivete anzitutto tra voi, e lo testimoniate dappertutto come una nuova possibilità di vita fraterna, riconciliata e gioiosa, fra persone di diversa età, cultura, lingua e credo religioso”, afferma il Papa.
È un seme, semplice ma potente, che attira migliaia di donne e uomini, suscita vocazioni, genera una spinta di evangelizzazione, ma anche opere sociali, culturali, artistiche, economiche, che è fermento di dialogo ecumenico e interreligioso
Il veleno della divisione
Di questo “fermento” di unità c’è tanto bisogno oggi, sottolinea il Pontefice, “perché il veleno della divisione e della conflittualità tende a inquinare i cuori e le relazioni sociali e va contrastato con la testimonianza evangelica dell’unità, del dialogo, del perdono e della pace”.
Pace è il concetto su cui si sofferma Leone XIV: “Anche attraverso di voi, Dio si è preparato, nei decenni passati, un grande popolo della pace, che proprio in questo momento storico è chiamato a fare da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio che riportano indietro l’umanità a forme di barbarie e di violenza”.
Tenere vivo il carisma
Papa Leone indica poi un’altra sfida per i Focolari che è quella, tipica della fase post-fondazionale di un movimento, di “tenere vivo il carisma”. È una fase che, evidenzia il Pontefice, “non si esaurisce con il primo passaggio generazionale dopo la scomparsa della fondatrice, ma si prolunga anche oltre”. In questo tempo, la chiamata è perciò a “discernere insieme quali sono gli aspetti della vostra vita comune e del vostro apostolato che sono essenziali, e perciò vanno mantenuti, e quali sono invece gli strumenti e le pratiche che, benché in uso da tempo, non sono essenziali al carisma, o che hanno presentato aspetti problematici e che perciò sono da abbandonare”.
Trasparenza e coinvolgimento di tutti
Questa fase esige inoltre “un impegno forte alla trasparenza da parte di chi ha ruoli di responsabilità, a tutti i livelli”.
La trasparenza, infatti, da un lato è condizione di credibilità, dall’altro è dovuta in quanto il carisma è un dono dello Spirito Santo di cui tutti i membri sono responsabili. Essi hanno quindi il diritto e il dovere di sentirsi compartecipi dell’Opera alla quale hanno aderito con dedizione totale.
“Il coinvolgimento dei membri è sempre un valore aggiunto”, rimarca il Papa, “stimola la crescita, sia delle persone sia dell’Opera, fa emergere le risorse latenti e le potenzialità di ciascuno, responsabilizza e promuove il contributo di tutti”.
Valorizzare i doni di ciascuno
Ancora, Leone XIV raccomanda un discernimento per capire come tradurre il carisma dell’unità in stili di vita comunitaria che “facciano brillare la bellezza della novità evangelica” e, allo stesso tempo, “rispettino la libertà e la coscienza dei singoli, valorizzando i doni e l’unicità di ciascuno”. “L’unità è un dono” e, al tempo stesso, “un compito e una chiamata che interpella ciascuno”, sottolinea il Pontefice. E tutti “devono esercitare fraternità, sincerità, franchezza e soprattutto umiltà, libertà da sé stessi e dal proprio punto di vista”.
L’unità di tutti in Dio è un segno evangelico che è forza profetica per il mondo. Ecco allora che l’unità non va intesa come uniformità di pensiero, di opinione e di stile di vita, che anzi potrebbe portare a svalutare le proprie convinzioni, a detrimento della libertà personale e dell’ascolto della propria coscienza.
Il grazie per il servizio alla Chiesa e nel mondo
A conclusione dell’udienza, Leone XIV rivolge un grande “grazie” alla famiglia dei Focolarini. Grazie ai giovani presenti nei diversi gruppi, che “vedono con occhi limpidi la bellezza della chiamata ad essere strumenti di unità e di pace nel mondo”. Grazie alle famiglie, “rinnovate e fortificate dalla presenza di Gesù in mezzo alla loro vita famigliare”. Grazie a vescovi, sacerdoti e consacrati che “hanno visto rinnovarsi il dono del loro ministero e della loro vita religiosa attraverso il contatto con il vostro Movimento e la vostra spiritualità”. Grazie alle tante focolarine e ai tanti focolarini che, “spesso con dedizione eroica, continuano a vivere in ogni parte del mondo una vita di preghiera, di lavoro, di dialogo e di evangelizzazione, seguendo il modello di vita apostolica delle prime generazioni cristiane”. E grazie pure, conclude Leone, “per gli innumerevoli frutti di santità, conosciuti o ignoti, che il ritorno al Vangelo, da voi promosso, ha portato alla Chiesa in tutti questi anni”.
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