Dall’Etiopia a Roma per raccontare al Papa l’impegno missionario
Fabrizio Peloni - Città del Vaticano
«Da anni vivo in Etiopia come suora dell’Imitazione di Cristo impegnata a portare guarigione, speranza e amore, costruendo relazioni sane in una delle regioni più povere del mondo». Così suor Surabhila all’udienza generale di stamani, 11 marzo, ha raccontato a Leone XIV come vive il proprio servizio di religiosa indiana missionaria in Africa Orientale. Grazie a conoscenze infermieristiche e all’aiuto di organizzazioni non profit promuove iniziative nel settore agricolo, cercando di rendere autonome migliaia di famiglie.
Il coraggio di tornare in Etiopia
Nata nel Kerala, da molti anni il suo caldo sorriso e la sua cura donano conforto ai malati nella regione del Gurage, a circa 220 km a sud-ovest dalla capitale etiope Addis Abeba. In terra africana ha conosciuto anche l’esperienza del rapimento. Alcuni uomini armati fecero irruzione nel monastero in cui si trovava, tenendola sotto sequestro nella foresta per più giorni. Dopo la liberazione è rientrata in India per cercare di superare quel profondo trauma interiore, poi ha trovato il coraggio e la forza di tornare in Etiopia, dove ha fondato una clinica a Burat. E oggi grazie al sostegno economico, tra gli altri, dell’associazione ChiccoperEmdibir, e a quello scientifico della Facoltà di agraria dell’Università Cattolica di Piacenza, ha fatto sì che le conoscenze della popolazione locale maturassero, potenziando le attività agricole esistenti. «L’obiettivo — racconta il professor Giuseppe Bertoni dell’ateneo piacentino — è trasferire competenze agroalimentari a giovani e famiglie, affinché diventino protagoniste del proprio sviluppo. Alla luce di ciò abbiamo sviluppato il progetto denominato “Cibo3S”, ovvero sufficiente, sicuro e sostenibile».
Lo chef David Fiordigiglio dona al Papa la “Torta di rose”
Sempre in tema di alimentazione il giovane chef David Fiordigiglio ha donato al Pontefice la sua celebre “Torta di rose”. «Nel preparare per l’ennesima volta questo dolce, ho vissuto una situazione intima nuova, anche di preghiera. Per me, figlio di una bidella e di un operaio, poter preparare un dolce per Leone XIV, è una soddisfazione che va oltre il successo personale».
Gli studenti del Liceo Galilei di Siena con il cardinale Lojudice
Lo stesso successo che l’arcivescovo di Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino, il cardinale Augusto Paolo Lojudice, augura agli oltre 250 liceali dello Scientifico senese Galilei — un’eccellenza del territorio — accompagnati in piazza San Pietro per confidare al Papa «sogni e preoccupazioni per un futuro in cui saranno protagonisti e al tempo stesso spettatori».
La fiaccola benedettina “Pro pace et Europa una”
In giorni in cui il continente europeo è ancora attanagliato dal conflitto in Ucraina e nel Medio Oriente non si fermano i venti di guerra, si è rinnovato oggi l’impegno benedettino per la pace e l’unione dei popoli. Testimoni di questo messaggio i sindaci di Norcia, Cassino e Subiaco — gemellati nel nome di san Benedetto — che hanno chiesto a Leone XIV di benedire la fiaccola benedettina Pro pace et Europa una. Insieme con loro erano l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, e una delegazione dei tedofori che percorreranno di corsa gli oltre 300 chilometri del cosiddetto “Cammino di san Benedetto”.
“La donna vestita di sole”
Al termine dell’udienza generale, il rettore del santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Faito a Vico Equense, don Catello Malafronte, ha chiesto al Papa di benedire un grande dipinto. Realizzato dall’artista Michelangelo Della Morte, “La donna vestita di Sole” è ispirato dal capitolo 12 del libro dell’Apocalisse.
In ricordo di Silvia
Sempre a conclusione dell’udienza il Pontefice ha incontrato i familiari di Silvia Carlucci, una giovane studentessa di 20 anni morta lo scorso gennaio in un incidente stradale avvenuto sulla Statale 17, nel territorio di Castelpetroso, in provincia di Isernia. Stava recandosi all'università per sostenere un esame.
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