Leone XIV ai nuovi vescovi ausiliari di Roma: raggiungete le "pietre scartate" della città
Antonella Palermo - Città del Vaticano
Una festa di popolo. Così il Papa ha definito la Messa presieduta a San Giovanni in Laterano nel pomeriggio di oggi, 2 maggio, con il rito dell'ordinazione episcopale per i quattro nuovi vescovi ausiliari della Diocesi di Roma, nominati lo scorso 25 febbraio nell'ambito del clero romano: Alessandro Zenobbi, Stefano Sparapani, Andrea Carlevale e Marco Valenti. Una festa intesa nella reciprocità di cura tra i nuovi Pastori e i fedeli che a loro si affidano per essere guidati nella vita pastorale e sociale della città di Roma. Una festa con 2500 persone in Basilica e circa 800 radunate nel cortile. Al centro dell'omelia, ancora una volta il tema dell'unità della Chiesa che, se stretta a Cristo, diventa "una casa solida e accogliente", e quello della tutela dei cosiddetti "scartati" dal mondo a cui deve arrivare la prossimità e l'abbraccio degli ausiliari del Pontefice.
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La solennità della celebrazione è segnata da un senso di profonda comunità che abbraccia i nuovi Pastori della vigna del Signore. L'interrogazione ai quattro eletti e l'invocazione dello Spirito, la lunga litania dei Santi per rafforzare l'impegno dei presuli a custodire puro e integro il deposito della fede del popolo a loro affidato. Proni davanti all'altare della cattedrale, madre di tutte le chiese, essi manifestano pubblicamente l'umiltà con cui desiderano servire la Chiesa, professando fedeltà e obbedienza al Pontefice. Leone impone a ciascuno le mani sul capo, sono gli istanti in cui supplica e benedizione, promessa e grazia si fondono. Su quelle teste altre mani vengono poste, quelle dei vescovi compresenti che sfilano mentre i candidati restano in ginocchio.
Il Libro dei Vangeli aperto viene posto sul capo di ciascuno, sembra il tetto di una casa in segno di protezione, mentre il Pontefice recita la preghiera per le ordinazioni. Poi si procede con i riti cosiddetti 'esplicativi' per ciascuno dei quattro: l'unzione con il sacro crisma; la consegna dei Vangeli per l'annuncio della Buona Notizia con "grandezza d'animo e dottrina"; la consegna dell'anello, il sigillo dello sposalizio con la Chiesa; la consegna della mitra e del pastorale per governare il gregge di Dio.
Il cuore della missione è la "pietra scartata"
Essere Chiesa unita, aspetto ecclesiale così caro a Leone, è qualcosa che si riverbera positivamente sulla città. Ne è convinto il Vescovo di Roma che nella "sua" cattedrale, dove universalità e carità sono peculiarità spiccate, si raccomanda a coloro che aiuteranno il Successore di Pietro nel suo ministero in questo centro della cristianità mondiale. Tra i concelebranti, insieme al cardinale vicario di Roma, Baldo Reina, anche il cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere Maggiore e suo predecessore. Tanto più l'opera sarà feconda se i Pastori si uniformeranno allo stile di Gesù, sottolinea il Papa nell'omelia, il quale, pur continuamente scartato dai suoi contemporanei perché non degno di venire al mondo e non ritenuto Figlio di Dio, perseverava nel "cercare le pecore scartate, si sedeva a tavola con loro, disarmava le mani e i cuori che volevano lapidarle". Di qui, l'appello ai discepoli di oggi:
Chiesa che vivi a Roma, la pietra scartata è il cuore dell’annuncio messianico, di fronte a coloro che la società scartava e continua a scartare. È il cuore del nostro annuncio, della nostra missione.
In Cristo gli scarti ritrovano dignità
Proseguendo nella metafora che indica Gesù come pietra scartata, e di cui nella liturgia odierna si legge nel capitolo secondo della prima Lettera di San Paolo apostolo, il Papa nell'omelia ne parla come "vessillo di una nuova speranza" per l'allora capitale del grande impero. Oggi, Roma, deve far tesoro quella speranza e continuare ad alimentarla, secondo una logica di servizio e di fratellanza:
Capovolgendo la logica del dominio, quella di chi persegue l’insensata ambizione di determinare l’architettura della Terra, avviene in Cristo che gli scarti ritrovino la loro dignità e si sentano eletti per il Regno di Dio.
Con i conflitti si calpestano i deboli, "spazzatura della storia"
Leone chiarisce la dinamica che crea gli scarti sociali e dalla quale l'oggi sembra non essere immune. Usa una espressione molto acuminata per riferirsi a queste persone su cui campeggiano gli oltraggi dei potenti.
[...] Ecco perché, fino ad oggi, si diventa pietre scartate dagli uomini e scelte da Dio: quando con la vita e la parola ci si oppone ai progetti che schiacciano i deboli, non rispettano la dignità di ogni persona, si servono dei conflitti per selezionare i più forti, mentre trascurano chi resta indietro, chi non ce la fa, considerando chi soccombe come spazzatura della storia. Gesù ha camminato in mezzo a noi da profeta disarmato e disarmante, e quando è stato scartato non ha cambiato stile.
Nessuno è escluso dalla Chiesa
Le parole del Pontefice sono inequivocabili e si inseriscono a pieno titolo, lo esplicita lo stesso Leone, nel solco del predecessore Francesco di cui cita la Evangelii gaudium e le sue ormai celeberrime espressioni riferite alla barca di Pietro come 'ospedale da campo' che non dimentica le periferie materiali ed esistenziali della società. "Nessuno è escluso dal diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa - afferma Leone - e della fratellanza fra gli esseri umani". E ancora:
Vi incoraggio a raggiungere le pietre scartate di questa città e di annunciare loro che in Cristo, nostra pietra angolare, nessuno è escluso dal diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa e della fratellanza fra gli esseri umani.
Non accomodarsi nei privilegi
Armonizzare le differenze, accogliere, ascoltare, perdonare. È il mandato che il Papa dona ai nuovi vescovi. Con la raccomandazione di non inseguire, anche qui il lascito di Francesco è lampante, protagonismo e mondanità. La missione è unica e deve necessariamente, ribadisce infine, essere sinodale coinvolgendo tutte le figure che concorrono all'annuncio evangelico secondo i vari carismi e ministeri. Fondamentale l'apporto dei laici, anche per Leone, per ridare speranza e motivazione a un mondo ferito e disorientato.
Lasciate agire in voi lo Spirito di profezia: non accomodatevi nei privilegi che la vostra condizione potrebbe offrirvi, non seguite la logica mondana dei primi posti, siate testimoni di Cristo che è venuto non per essere servito ma per servire.
Alla Salus Populi Romani, Madre della nostra fiducia, l'affidamento del Papa che chiede oggi di essere aiutato per essere "riflesso del Buon Pastore".
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